EDITORIALE

UN SOLO CUORE LO STESSO DESTINO Di Sergio Vessicchio

L’incidente di ieri sera è arrivato come un fulmine a ciel sereno dopo una fredda ma tranquilla domenica pre natalizia cominciata giornalisticamente con la notizia dei 110 anni di nonna Vittoria a Casalvelino e chiusa con  le agenzie che hanno battuto la morte di Francesco De Vita questo ragazzo che abbiamo conosciuto solo attraverso le foto del suo profilo subito dopo la sua tragica morte.Nello stesso giorno si è passati dall’elevazione della longeva età di Vittoria Baldi a i quasi 20 anni spezzati di Francesco a pochi chilometri di distanza.Una giravolta purtroppo molto indicativa di cosa è la vita e di come anche il nostro mestiere ne subisce i contraccolpi.Non nascondiamo di esserci commossi quando le notizie arrivavano in redazione dovendole,per motivi di cronaca,verificare e riportare sui nostri mezzi di comunicazione peraltro già pieni zeppi di politica e di sport per gli eventi domenicali.Lo schianto nel quale ha perso la vita Francesco e nel qual è rimasto ferito il fratellino e una ragazza è solo l’ultimo di una pericolosa scia di sangue soprattutto nella piana del sele.Un anno fa il 26 novembre il figlio del vice sindaco di Albanella molto legato a Francesco perse la vita a Ponte Barizzo il 17 dicembre di quest’anno è toccato ad uno dei suoi migliori amici il quale proprio per la morte di Umberto Mirarchi aveva sofferto non poco.La stessa età,lo stesso destino,la stessa tragedia.A sentire i conoscenti sembra che i due fossero molto amici,abitavano a pochi chilometri di distanza nel comune di Albanella(Borgo San Cesareo dove abitava Francesco  è una frazione a nord del comune dopo Matinella e prima di Borgo Cariglia) e si volevano molto bene.Erano uniti molto uniti ed erano forse cresciuti insieme.Un destino uguale ne ha contraddistinto la morte.Francesco come Umberto era un ragazzo pulito,serio e pieno di iniziativa.Due giovani di una piana del sele piena di ventenni con la testa su di giri e con la voglia di trasgredire e invece Francesco e Umberto avevano si l’esuberanza naturale di ogni ragazzo della loro età ma erano belli dentro e fuori e si facevano amare e rispettare perchè amavano e rispettavano.Il loro modo di agire era molto simile perchè figli di due buone famiglie ricche di valori.Ed è proprio alle famiglie che va rivolto il pensiero più grande in questo momento sperando che Dio gli dia la forze di poter andare avanti dopo queste due tragedie.A pochi giorni da quella che è simbolicamente la ricorrenza più importante della storia registriamo questa ennesima morte che ci lascia mortificati.E cogliamo l’occasione anche per ricordare che nell’agosto del 2016 pochi mesi prima della morte di Umberto alla stessa età alla Laura era morto Marco Coviello sempre per un incidente gettando tutti  nello sconforto.In un anno e mezzo tre ragazzi della stessa età,belli,pieni di vita, in pochi chilometri e allo stesso modo anche se con dinamiche naturalmente diverse.E non andiamo più a ritroso altrimenti ne troveremo altri.La morte di Marco,Umberto e Francesco ci faccia riflettere.L’amicizia e il destino di Umberto e Francesco possano essere un messaggio d’amore,un esempio da seguire.Entrambi con Marco  diano la forza ai loro familiari di poter superare queste tragedie,non ci sono altre parole se non quelle di speranza di non dover scrivere più di queste notizie ma purtroppo questa è vera utopia.Sergio Vessicchio

admin

Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.