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SPREAD BTP-BUND SOTTO I 300 PUNTI

Lo spread Btp-Bund scende sotto i 300 punti base da 308 di ieri. Il rendimento del decennale italiano cede terreno al 3,37%.

Piazza Affari conferma il rialzo dell’apertura con lo spread tra Btp e Bund in calo a 299 punti base, sotto la soglia psicologica dei 300. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,33% a 18.663 punti spinto dai bancari Banco Bpm (+2,59%), Intesa (+1,43%), Unicredit (+1,22%) ed Mps (+1,99%), mentre Carige non riesce a fare prezzo. Acquisti anche su Ubi Banca (+1,15%), più cauta invece Bper (+0,75%), Segno positivo per Mediaset (+0,51%), Enel (+0,45%) ed Stm (+0,49%), in calo invece i petroliferi Saipem (-0,67%) ed Eni (-0,15%), con il greggio giù a 53,3 dollari al barile. Cauta Tim (+0,2%).

Borse europee contrastate in avvio di seduta, mentre per festività oggi sono chiusi i mercati giapponesi e parzialmente quelli americani. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna un +0,35% a 18.666 punti con il vicepremier, Luigi Di Maio, che ha ribadito di non voler fare la guerra con l’Unione europea sulla manovra, ma l’impianto delle misure decise dal governo non cambia.

“La condivisione e il dialogo sono valori alla base di tutta la nostra permanenza nell’Unione europea e siccome noi vogliamo restare è giusto che si dialoghi”. E sulle preoccupazioni dei mercati, che hanno spinto lo spread tra Btp e Bund ben oltre i 300 punti, “è normale che in questi giorni, in attesa della decisione europea, ci fosse grande preoccupazione sui mercati”. Ma “adesso c’è un punto di partenza chiaro, la procedura è avviata, lo spread comincia a scendere”.

Detto questo, “non taglieremo i punti cardine della manovra, ma i prossimi giorni permetteranno ai mercati di essere rassicurati: è importante ripetere che questo governo non vuole uscire dall’Europa e dall’euro, sarebbe anche un bene ribadirlo ai media esteri”, ha concluso Di Maio. Ma proprio uno degli ispiratori della manovra, il ministro degli Affari europei Paolo Savona, secondo fonti di stampa, starebbe considerando le sue dimissioni perché in dissenso con l’attuale linea di sfida nei confronti dell’Europa seguita dal governo sulla questione dei conti pubblici. Indiscrezioni smentite dal diretto interessato: “È il sogno del Corriere che me le chiedeva fin dal mio insediamento”, ha detto Savona, interpellato dall’agenzia Reuters.

Domani è previsto l’incontro tra il premier, Giuseppe Conte, e il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. Conte sarebbe pronto a offrire a Bruxelles una manovra correttiva dopo le europee di maggio se non ci sarà la crescita attesa dal governo. Ieri il presidente del Consiglio ha annunciato che la manovra si può rimodulare.

Lo spread tra Btp e Bund apre sotto 300 punti base a 298 punti. In attesa dei collocamenti della prossima settimana, il Tesoro, ricorda l’agenzia Reuters, ha annunciato ieri che nelle aste di martedì 27 verranno messi a disposizione degli investitori tra 2 e 2,5 miliardi del Ctz novembre 2020 e fino a 1 miliardo dell’indicizzato 15 maggio 2023.

 

Si è, invece, concluso alla deludente cifra di 2,2 miliardi di euro (contro i 7,7 miliardi della precedente edizione di maggio) il collocamento del nuovo Btp Italia novembre 2022, che ha visto il Tesoro confermare la cedola a 1,45%. A mercati chiusi via XX settembre comunicherà l’importo dell’asta di Bot a 6 mesi di mercoledì 28.

Intanto, dalle minute del meeting di ottobre, è emerso ieri che la Banca centrale europea potrebbe abbassare le sue proiezioni di crescita per l’Eurozona, dopo che uno dei membri del board ha suggerito questa possibilità, aggiungendo come “il rallentamento del secondo semestre potrebbe avere un impatto tecnico sulle stime per il 2019”.

La Bce ha, inoltre, sottolineato, senza nominare direttamente l’Italia, che “i costi di finanziamenti per famiglie e aziende sono aumentati, in particolare quelli sul mercato, in un singolo Paese dell’Eurozona”. Le minute hanno comunque confermato che i dati macro, sebbene più deboli delle attese, rimangono compatibili “con un’espansione economica diffusa” e quindi il board ha indicato la fine degli acquisti netti del Qe a fine dicembre.

E allora un occhio al fronte macro: la seconda stima del pil tedesco del terzo trimestre ha confermato, a perimetro sia congiunturale sia tendenziale, i numeri della prima lettura. La crescita in Germania ha segnato nel terzo trimestre una battuta d’arresto con una flessione del pil dello 0,2% sul trimestre, la prima contrazione dal 2015, segnala l’agenzia Reuters. Su base annua l’incremento del pil è stato dell’1,1%.

In mattinata sono attese le stime preliminari degli indici Pmi di novembre relativi a manifattura e servizi delle principali economie della zona euro e dell’intero blocco. In quest’ultimo caso, le attese proiettano una lettura stabile a 52 rispetto al mese scorso. Per i servizi, invece, è previsto un lieve calo a 53,5 da 53,7 di ottobre. In vista di questi dati, il cambio euro/dollaro passa di mano a 1,1412.

Sul listino milanese Tim  è stabile a quota 0,5316 euro con il governo che starebbe lavorando per rendere attraente la realizzazione di una rete telefonica unica integrata tra quella di Tim , Open Fiber e altri operatori. In calo, invece, dello 0,58% a 8,21 euro Leonardo  anche se l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, ha confermato tutti i target del piano industriale 2018-2022.

Gli fa compagnia Buzzi Unicem  (-0,62% a 15,94 euro) che ha effettuato il closing dell’acquisizione del 50% di Bcpar, rilevato da Grupo Ricardo Brennand per un corrispettivo complessivo di circa 160 milioni di euro. Stessa sorte per Saipem  (-0,78% a 3,57 euro) che però, secondo quanto anticipato da MF, è favorita per un contratto per la progettazione di un parco eolico offshore in Scozia con Edf.

In evidenza, viceversa, tra le banche, soprattutto Banco Bpm  (+3,70% a 1,9596 euro), Bper  (+1,6% a 3,545 euro), Intesa Sanpaolo  (+1,93% a 1,96 euro), che starebbe trattando l’acquisto di una quota fino al 10% di Camfin che controlla l’11,4% di Pirelli (+0,28% a 6,344 euro), Ubi (+2,03% a 2,668 euro) e Unicredit  (+1,90% a 10,84 euro). Guadagnano poi oltre un punto percentuale Azimut , Banca Generali e Banca Mediolanum  come STM Mediaset Poste Italiane Prysmian .

Fuori dal listino delle blue chip, Salini Impregilo  balza del 2,75% a 1,83 euro dopo che l’agenzia di rating Dagong Global ha confermato il Long-Term Credit Rating BB+, modificando però l’outlook da stabile a in evoluzione. Corre anche Tiscali  (sospeso con un teorico +4,94%) che ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 3,3 milioni di euro rispetto ai 24,5 milioni del primo semestre 2017, che però era stato influenzato dalla plusvalenza realizzata a seguito della cessione del ramo d’azienda Business. I ricavi si sono attestati a 92,4 milioni, in riduzione del 10,9% rispetto ai 103,6 milioni dell”esercizio 2017.

Infine, Ansaldo Sts  segna un +0,16% a 12,72 euro dopo che Hitachi ha reso noto di essere arrivata a detenere 180.049.116 azioni ordinarie Ansaldo Sts , pari a una quota del 90,025% del capitale, nell’ambito dell’opa totalitaria lanciata lo scorso ottobre al prezzo di 12,7 euro. Hitachi ha dunque confermato che non ripristinerà il flottante e ottempererà all’obbligo di acquisto delle 19.950.884 azioni ordinarie rimaste in circolazione, pari al 9,975% del capitale. In caso di superamento della soglia del 95% del capitale, intende avvalersi del diritto d’acquisto delle azioni restanti.

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.