Nutrizionista

RUBRICA: “SENTIAMO LA NUTRIZIONISTA” A CURA DI STELLA DI SESSA

PANE NERO AL CARBONE VEGETALE…NONOSTANTE IL SUO COLORE,  FA BENE?

STELLA DI SESSA PRIMA PAGINE

Recentemente, mi è capitato di notare, in diversi panifici, un alimento preparato a livello artigianale che incuriosisce facilmente, il pane nero, dall’ insolito colore dovuto all’aggiunta di un ingrediente particolare, il carbone vegetale.Il carbone vegetale, conosciuto anche come carbone attivo, è una polvere finissima dalle notevoli capacità adsorbenti, inodore ed insapore, che si ottiene sottoponendo determinati legni dolci, preferibilmente non resinosi (come tiglio, pioppo, betulla o salice), ad un processo di pirolisi, ossia una decomposizione termica in assenza di ossigeno, e successivamente di macinazione.Questa polvere nera risulta attualmente utilizzata in campo alimentare come colorante (in quanto rientra nella lista UE degli additivi ammessi –E153) e, a seguito di studi di sicurezza condotti dal gruppo di esperti scientifici sugli additivi e sulle fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (ANS), anche come matrice funzionale di alimenti o integratore.

pane nero

Grazie alla sua particolare finezza, il carbone vegetale è in grado di amalgamarsi senza difficoltà negli impasti sia dolci che salati, fornendo così prodotti da forno che risultano utili per il trattamento di disturbi intestinali quali meteorismo, flautolenza, aerofagia, gonfiore addominale e colite nervosa, appunto per la presenza del carbone attivo, le cui attività biologiche descritte in letteratura (attribuibili alla sua capacità di adsorbire gas e particelle solide) sono notevoli.Per la sua capacità di adsorbire sostanze e corpi della più diversa natura (tossine batteriche, germi, composti chimici, gas..), inibendone quindi le eventuali azioni nocive e l’assorbimento da parte dell’organismo, il carbone attivo viene impiegato come antidoto generico nelle intossicazioni, negli avvelenamenti acuti ed in caso di sovradosaggio di alcuni farmaci (paracetamolo, salicilati, barbiturici ed antidepressivi triciclici).Vi sono, inoltre, alcune evidenze che il carbone attivo possa influenzare favorevolmente il quadro lipidico contribuendo alla riduzione  dei livelli plasmatici di colesterolo totale e LDL.A proposito del consumo dei prodotti a base di carbone vegetale è consigliabile non farne abuso; essi dovrebbero essere, se preferiti, inseriti in misura adeguata a seconda delle necessità all’interno della propria dieta,  al fine di non interferire con l’assorbimento di eventuali farmaci e nutrienti.

 

Dott.ssa Stella Di Sessa

Biologo Nutrizionista

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.