EDITORIALE POLITICA

CAPACCIO PAESTUM L’ACQUA È POCA E U’ PALUMM NU’ GALLEGGIA di Enzo Sica

È il caso di dire con rammarico vero: siamo alla frutta. La demolizione dell’area degli spettacoli di Paestum é l’atto finale di una politica arrogante e buzzurra con cui il nostro cavaliere Palumbo da Giungano, sta disamministrando Capaccio. Come dire che a Verona gli spettacoli non si faranno più nell’ arena, ma in un anonimo sito trovato chissà dove. Qui dallo scenario incantato dei templi, che siggillava la magia di uno sfondo unico al mondo, si vola altrove: l’Arena di Linora. Una boiata mostruosa con cui ci giochiamo una delle migliori tradizioni del nostro passato di promozione turistica. Ci spostiamo verso l ‘arena di San Giuseppe di Giungano , dove probabilmente si intende approdare. Che peccato. Per il resto immobilismo allo stato totale. Ricordate la 221? La ormai famosa disposizione di legge con cui Paestum in poco tempo avrebbe risolto tutte le sue problematiche urbanistiche, che fine ha fatto? Ricordate il passaggio a livello aperto in una settimana? Il puc risolto il pochi mesi? La mensa scolastica ed i pulmini gratis? Avete memoria di una urlata trasparenza amministrativa? Del proclama che si sarebbe voluto voltare pagina? I cittadini hanno la chiara percezione che le pagine si voltano si, ma all’ indietro. Stiamo tornando indietro. Siamo ridotti alla vergogna di strade abbandonate a se stesse, a buche pericolosissime, ad una incuria oramai evidente in tutto il Paese. Ci stiamo avvicinando alla prossima estate con un depuratore che non depura, e dove la soluzione dello sversamento nel canale consortile, figura come la solita munnezza nascosta sotto il tappeto, ed in questo caso, nascosta pure male. Le capriole dei funzionari, prima minacciati di licenziamento perché corrotti, poi fatti ruotare, poi promossi, poi di nuovo bocciati, ha di fatto paralizzato la macchina amministrativa capaccese dove regna sconforto e disordine. Ci si scandalizza che nel Paese monti un sentimento di ribellione a tutto ciò, io credo che sia giunto il momento di cominciare a prendere coscienza di uno stallo spaventoso da cui uscire con determinazione e con fretta. È leggitimo immaginare altro per il nostro Paese. In tanti avevano sperato in una ventata di novità che in pochissimo tempo si è infranta sulle rive di annunci sensazionali, senza alcun seguito. È giusto oggi lavorare per un programma che metta insieme le forze migliori del nostro Paese, aldilà dei personalismi e degli steccati ideologici. È urgente la costruzione di una compagine di governo che unisca il Paese, lo pacifichi, che metta fine alle beghe alle inutili guerre, che cessi le offese, gli attacchi e dia vita a ciò che ci unisce nella costruzione di un Paese… unito, normale. Questi i sentimenti che nutro insieme a tanti amici che come me amano questa terra. Questa la carica umana che intendo mettere a disposizione del mio Paese che non vuole più offese, che attende la valorizzazione dei Suoi professionisti, dei Suoi giovani, dei Suoi imprenditori economici, delle Sue ricchezze territoriali. Sono pronto. La mia disponibilità a dare una mano in questo momento, lo ritengo un atto doveroso nei confronti del Paese dei miei genitori e dei miei figli, nei confronti di un Popolo la cui dignità affonda le radici nella storia millenaria di una terra che profuma di Civiltà e Cultura. SONO PRONTO.Enzo Sica

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.