POLITICA

CAPACCIO PAESTUM,AMMINISTRAZIONE GAME OVER TRA CHIACCHIERE,TRADIMENTI E SOCIAL


La conferenza stampa di congedo, da Sindaco di Capaccio-Paestum, di Palumbo, ha ripercorso la traccia dell’intera amministrazione degli ultimi 18 mesi: un continuo ” stiamo per fare, vedrete fra un mese, e’ tutto pronto, siamo ai dettagli” condito dai soliti improperi, per tacere degli insulti, a chi metteva in dubbio o semplicemente si faceva domande sul quando queste cose, sbandierate ai 4 venti, avessero un minimo di veridicita’. E’ stata un’ amministrazione social, molto discussa sul web, anziche’ nei luoghi preposti, come dovrebbe essere. Social in cui gli accoliti di Palumbo, alimentati da sangue e cianuro, ringhiavano contro i malcapitati cittadini perplessi, per lo piu’ sbeffeggiati se non insultati pesantemente o addirittura, in qualche caso, minacciati. Un continuo gne’ gne’ gne’, come fanno i bimbi, solo che, al posto dei giocattoli c’ era la cosa pubblica. Il comune e’ nostro, tie’, sembravano dire, spacciando amanti secolari per figure politiche di primo…Piano, allorche’ invece, ci si trovava di fronte a dilettanti allo sbaraglio, che, come tutte le figure, rispettabili per carita’, ma di poco spessore, si sono credute molto, molto di piu’ di quanto erano.La fine della gestione Palumbo signifiva soltanto una cosa: Parlare male degli altri, infangarli, denigrarli per nascondere le proprie incapacita’ sul territorio, puo’ funzionare in campagna elettorale, non quando i cittadini ti chiedono conto del tue promesse. Un branco di jene e cani sciolti rincarava la dose, come si vede anche in queste ore. Difficile da digerire, ci rendiamo conto, ma una fase cosi’ incarognita della vita politica non si era mai vista. Il Sele come acqua di Lourdes, interventi infrastrutturali da fare nel giro di 6 mesi e tante altre cose irrealizzabili nel breve periodo, i piaceri e i dispetti fatti a seconda delle preferenze hanno segnato  la fine dell’Era Palumbo.

IL GRANDE TRADITORE SICA

Ci sono poi gli inevitabili argomenti di folklore, che sempre hanno caratterizzato questa amministrazione. Uno di questi e’ sicuramente l’assessore Sica, che, accecato dalla carica di assessore, non ha ben valutato le conseguenze del suo, quello si, tradimento a tutti gli effetti. Ora la figura di Franco Sica, a livello politico, non e’ spendibile. Chi prendera’ tra le sue fila uno che ha tradito non una, ma due volte. Parliamo di Folklore perche’ abbiamo negli occhi le lacrime in conferenza stampa, lacrime di coccodrillo diremmo, con l’impetuosa invettiva contro i traditori del popolo, lui, che, dopo aver abbandonato e di fatto distrutto Italo Voza, quando lo stesso Voza lo aveva fatto assessore, lui che, a 12 ore dal ballottaggio, dopo aver fatto capire di appoggiare Voza, si faceva fotografare con l’allora fedelissimo di Palumbo, Nino Pagano, sancendo cosi’, anche con una sorta di sbeffeggiamento di pessimo gusto, il secondo tradimento per ottenere la famosa carica di assessore. Un personaggio antico prese 30 denari, lui la fascia di assessore. Questione di tempi. Da far sorridere poi, e non ce ne voglia, la sua preoccupazione sui prossimi sei mesi, su che fine fara’ il campo Vaudano, lui che non si e’ accorto per mesi, che il Mario Vecchio non era a norma e non ci si poteva giocare, costringendo tutte le squadre del territorio ad emigrare, con esborso di denari, privati. Auspichiamo per Capaccio-Paestum, una governance equilibrata e fattiva, che prometta quello che puo’ mantenere che non insulti la gente che fa domande, che basi il suo percorso su cio’ che si deve fare e non su quello che non e’ stato fatto negli anni precedenti. E soprattutto, che i suoi sostenitori, non siano sciacalli frustrati da social.Sergio Vessicchio



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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.