POLITICA

CAPACCIO PAESTUM,LA NOBILI CAPOGRUPPO TRA L’INDIFFERENZA,L’ASSESSORE SCARIATI REALZIONE TRA GLI APPLAUSI

La vicenda del lido Kennedy che ha coinvoltol’imprenditore Squecco si riflette sulle dinamiche del consiglio comunale di Capaccio Paestum. E’ noto che la moglie di Roberto Squecco è stata la prima eletta in consiglio comunale quindi rappresenta il consigliere anziano per legge.In giunta non vi è entrata e non ha preteso la presidenza del consiglio andata tra le polemiche ad Emanuele Sica. Stefania Nobile è stata nominata capogruppo politico della maggioranza un ruolo di raccordo tra l’esecutivo e il consiglio.La sua nomina è arrivata tra l’indifferenza generale per le vicende che hanno coinvolto il marito prima le ambulanze con le sirene spiegate poi la chiusura del lido kennedy provvedimento confermato anche dal Tar(leggi qui)L’imbarazzo è stato generale e per la Nobili non poteva esserci un esordio peggiori e ciè senza nessun clamore.

 

 

 

A ricevere più applausi è stato il nuovo assessore al bilancio,nulla a che vedere ormai con il consumato Troncone uomo di tutte le stagioni,o di quella che lo ha preceduto.Scariati ha presentato una relazione competente e piena di valori tanto da ottenere un lungo aplauso dal consiglio comunale.

QUESTA LA RELAZIONE PRESENTATA DALL’ASSESSORE DOTT.FABIO SCARIATI IN CONSIGLIO COMUNALE

Il regolamento è stato adottato nel rispetto delle disposizioni dettate dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 che ha riconosciuto potestà regolamentare ai Comuni in materia delle proprie entrate, disciplina la definizione agevolata delle somme poste in riscossione mediante l’ingiunzione di pagamento, di cui al R.D. n. 639/1910. La definizione agevolata disciplinata dal seguente regolamento si riferisce alle entrate comunali sotto elencate: – TARSU – TARES-TARI (tassa raccolta rifiuti solidi urbani ) – ICI-IMU (imposta comunale sugli immobili – imposta municipale unica) – ICP ( imposta comunale sulla pubblicità) – TOSAP (tassa occupazioni spazi ed aree pubbliche) Le disposizioni regolamentari riportate sono conformi alle previsioni contenute all’articolo 15, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, che estende la “definizione agevolata” delle ingiunzioni di pagamento alle entrate poste in riscossione coattiva mediante lo strumento dell’ingiunzione di pagamento, disciplinato dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Con il regolamento adottato dal Consiglio Comunale si offre la possibilità ai contribuenti, a cui è stata notificata un’ingiunzione fiscale per il recupero coattivo delle entrate comunali non pagate, di regolarizzare la propria posizione adottando la proceduta agevolativa, disciplinata dal presente regolamento. La possibilità di adesione alla definizione agevolata non deve comunque essere intesa come rinuncia al principio di salvaguardia dei diritti di quei cittadini che pagano regolarmente imposte, tasse e adempiono ai propri obblighi con tempestività. Possono essere oggetto di definizione agevolata le entrate poste in riscossione coattiva per le quali l’ingiunzione fiscale è stata notificata negli anni dal 2000 al 31 dicembre 2017, dal Comune, dal concessionario della riscossione. Per l’applicazione della definizione agevolata, il contribuente che intende aderire dovrà presentare apposita istanza, con modello messo a disposizione dal Comune e/o dal concessionario. La predetta istanza deve essere presentata entro e non oltre il termine del 31 agosto 2019. I contribuenti che intendono aderire possono estinguere il debito, senza corrispondere le sanzioni, versando: a) le somme poste in riscossione con l’ingiunzione di pagamento a titolo di capitale ed interessi; b) le spese relative alla riscossione coattiva, riferibili agli importi di cui alla precedente lettera a); c) le spese relative alla notifica dell’ingiunzione di pagamento; d) le spese relative alle eventuali procedure cautelari o esecutive sostenute. Per beneficiare della definizione agevolata è possibile richiedere la rateizzazione dell’importo dovuto. Nell’istanza il debitore indica, pertanto, il numero di rate con cui intende effettuare il pagamento. Il numero massimo di rate è pari a n. 9 ( nove) trimestrali, di cui l’ultima in scadenza non oltre il limite massimo del 30 settembre 2021. In presenza di pendenza di giudizio avente ad oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza, il debitore assume l’impegno a rinunciare agli stessi e a non attivarne di nuovi o ad accettare la rinuncia, con compensazione delle spese di lite. Il Comune o l’agente della riscossione comunica l’accoglimento, totale o parziale, dell’istanza entro 30 (trenta) giorni dal ricevimento della stessa. L’adesione alla definizione agevolata può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione, emessi dal Comune o dallo stesso agente della riscossione. In presenza di piani rateali già in essere, può essere ammessa la definizione agevolata purché il contribuente abbia adempiuto ai versamenti già scaduti al 31 maggio 2019. Le somme dovute possono essere suddivise nelle seguenti rate: a) Nessun rateizzo per importi fino ad euro 500,00; b) Versamento unico entro il 30 settembre 2019; c) Versamento in Nove rate trimestrali: entro i mesi di : settembre 2019- dicembre 2019- marzo 2020- giugno 2020- settembre 2020-dicembre 2020- marzo 2021- giugno 2021 e settembre 2021. Nell’ipotesi in cui venga ammessa la rateazione, si calcolano gli interessi al tasso di interesse legale vigente. Il mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata, ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute, comporta la revoca automatica della definizione agevolata. Dott. FabioSCARIATI

 

 


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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.