POLITICA

ELEZIONI,DE LUCA CALA IL POKER NEL SALERNITANO E A CASORIA VINCE ADDIRITTURA LA SUA LISTA,IL TRIPLETE DI ALFIERI

Una prova di forza quella di De Luca in vista delle prossime elezioni regionali in programma la prossima primavera e con la scia nazionale danno il governatore attuale in fase calante.Le comunali con vista su Santa Lucia. Già, perché, è inutile negarlo, le ultime amministrative sono state un test in vista del prossimo ap

le, quando i cittadini campani saranno chiamati e rinnovare il Consiglio regionale e a scegliere (o confermare) il presidente. E, da questo test elettorale, il governatore Vincenzo De Luca, sembra uscire rafforzato nella sua leadership del centrosinistra campano. Nei ballottaggi che ci sono stati nel Salernitano, infatti, De Luca piazza tre suoi uomini di fiducia: a Capaccio Paestum vince il suo ex capo staff e attuale delegato alle Politiche agricole, Franco Alfieri; a Baronissi c’è il successo di Gianfranco Valiante; a Sarno viene riconfermato sindaco l’ex presidente della Provincia, Giuseppe Canfora. Ma, probabilmente, il successo che fa più rumore, sempre in ottica elezioni regionali, è quello del candidato della lista civica Campania Libera, il movimento che s’identifica proprio con De Luca.

 

L’exploit a Casoria. La vittoria elettorale arriva da Casoria, in provincia di Napoli, dove Raffaele Bene viene eletto sindaco al secondo turno delle amministrative con il 57,5% delle preferenze e 3mila voti di scarto sulla sfidante, Angela Russo. Per la prima volta, dunque, un grande Comune (oltre 76mila abitanti), il più popoloso della Campania ad andare al voto alle elezioni amministrative di quest’anno, sceglie un sindaco esponente di Campania Libera, il movimento civico che fa riferimento al governatore. È stata proprio la spinta di Campania Libera, prima lista con il 14,3% delle preferenze (5mila voti) a consentire la vittoria di larga misura di Bene. Il movimento deluchiano, infatti, ha raccolto il doppio dei voti del Pd che sosteneva il candidato sindaco Pasquale Fuccio, classificatosi quarto al primo turo. Questo significa che De Luca è riuscito a penetrare anche nel tessuto napoletano, al di là delle alleanze strategiche che, nel 2015, permisero la sua vittoria prima alle primarie del Pd e poi contro Stefano Caldoro.

 

Il triplete di Alfieri. Non c’è due senza tre. E così Alfieri fa il triplete, confermandosi inarrestabile alle elezioni amministrative (a differenza delle politiche). Così il consulente regionale all’agricoltura dopo essere stato sindaco di Torchiara e di Agropoli, adesso comincia una nuova avventura come primo cittadino di Capaccio Paestum. Nemmeno l’inchiesta giudiziaria (è indagato per voto di scambio politico mafioso) gli ha impedito di spiccare il volo verso la sua terza esperienza come sindaco. Alfieri, a dispetto di tutto e di tutti, non si è ritirato dalla competizione elettorale (come gli ha suggerito il neoparlamentare europeo ed ex capo dell’Antimafia, Franco Roberti), sicuro di poter dimostrare l’estraneità ai fatti che gli sono stati contestati dalla Procura. Alla stessa stregua di Alfieri, De Luca rivendica altre due pedine importanti nello scacchiere politico provinciale. Perché l’elezione di Valiante e Canfora giocano a favore del presidente della Regione, che può contare sull’appoggio di persone di fiducia in Comuni importanti in vista della sfida elettorale del prossimo anno.

 

Doppietta centrodestra. Il centrodestra s’impone in due Comuni importanti: Pagani e Scafati. Mentre, però, a Pagani la vittoria arride a tutto il centrodestra, che messe da parte le incomprensioni si è presentato unito all’appuntamento elettorale, a Scafati possono festeggiare solo Lega e Fratelli d’Italia. Forza Italia, difatti, nella città più popolosa dopo Salerno, ha preferito correre da sola e non far sostenere, nemmeno al ballottaggio, il neo sindaco Cristoforo Salvati. Una decisione quest’ultima, che non ha mancato di scatenare polemiche, prima, durante e dopo le elezioni. E che, probabilmente, avrà conseguenza anche nei prossimi giorni. Pagani, dal canto suo, festeggia il ritorno del figliol prodigo, il consigliere regionale Alberico Gambino, che aveva addirittura sfiorato la vittoria al primo turno. Gambino, con la sua città ha un rapporto viscerale, un amore che è stato anche causa di disavventure giudiziarie, solo parzialmente risolte. E adesso, dopo i festeggiamenti in piazza Sant’Alfonso, c’è anche curiosità per la composizione della giunta che, come ha assicurato Gambino «farà parlare tutta Italia». Gambino, con un passato in Forza Italia e Fratelli d’Italia, adesso milita in Direzione Italia, il movimento che fa capo a Raffaele Fitto, che è federato proprio con il partito di Giorgia Meloni. L’elezione di Gambino avrà delle conseguenze anche in Consiglio regionale. Il neo sindaco di Pagani, infatti, si dovrà dimettere da consigliere regionale e, al suo posto, subentrerà Nunzio Carpentieri, primo dei non eletti in Fratelli d’Italia. Una “sliding doors” tutta nel centrodestra, con candidati al Consiglio di Pagani sponsorizzati se non indicati dallo stesso Carpentieri che ora naviga a gonfie vele verso Palazzo Santa Lucia. Gaetano de Stefano

 

 

 

 

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