POLITICA

FRANCO ALFIERI E PIERO DE LUCA CANDIDATI OBBLIGATORI PD PER EVITARE L’EN PLEIN DEL CENTRO DESTRA IN PROVINCIA DI SALERNO

Il pd è in caduta libera e la candidatura di Franco Alfieri con quella di Piero De Luca sembra obbligatoria per evitare un en plein del centro destra dato per favorito nel maggioritario.In questo articolo pubblicato dal quotidiano La Citta’ il momento politico.

SALERNO. L’ultimo sondaggio pubblicato da Nando Pagnoncelli sul CorSera è drammatico. Secondo le analisi del sondaggista italiano e amministratore delegato di Ipsos Italia, in Campania, nell’uninominale, il centrosinistra non prenderà nessun deputato. E lo stesso dicasi in Calabria, Sicilia, Puglia e Molise. L’unico potrebbe scattare in Basilicata. Una fotografia drammatica, certo. Ma che non tiene conto dei nomi dei candidati che i partiti schiereranno nei 4 collegi uninominali della nostra provincia. Tant’è che appare inverosimile, che se nel collegio uninominale di Agropoli, come si dice, dovesse candidarsi Franco Alfieri, ci sia qualcuno del centrodestra capace di batterlo. Così come, se nel collegio uninominale di Salerno, dovesse candidarsi Piero De Luca, ci sia qualcuno capace di batterlo. Ecco perché la geografia delle candidature nei collegi uninominali deve essere studiata con il bilancino. Perché, chi è fuori dai listini bloccati, potrebbe farà solo da agnello sacrificale. E non è detto che non sia costretto a farlo. E già, perché i voti dell’uninominale serviranno a far lievitare anche l’asticella dei listini. Secondo il sondaggista Pagnoncelli il centrodestra complessivamente è accreditato intorno al 36% dei voti validi, la sinistra stabile al 6,6%. Con questi numeri il centrodestra risulterebbe avere complessivamente 281 seggi (sommando scranni provenienti dai collegi uninominali e dal proporzionale), seguito dal M5S con 158 deputati, dal Pd con 151, e da Liberi e uguali con 27 seggi tutti provenienti dal proporzionale. In Campania, nei collegi uninominali, il centrodestra prenderebbe 16 deputati mentre il Movimento 5 Stelle, 6. A livello nazionale il quadro è in mutazione premiando con evidenza il centrodestra che, rispetto alle stime di poco più di un mese fa, guadagna 29 seggi, a scapito dei 5 Stelle (che ne perdono 15) e del Pd (che ne perde 13), mentre Liberi e uguali ne guadagna 3, anche grazie al mancato ingresso in Parlamento di Alternativa popolare. Così appare che il centrodestra guadagna qualche seggio nel proporzionale (5 in totale), ma ben 24 nel maggioritario. Il calo di Pd e M5S nei collegi cosiddetti marginali, cioè dove le distanze sono ridotte, consente il passaggio di deputati da queste formazioni al centrodestra, in particolare al Sud, sottraendoli soprattutto ai pentastellati le cui perdite sono appunto concentrate nel maggioritario.
Il collegio plurinominale (listino) è unico per tutta la provincia. E ogni partito della coalizione avrà il suo. Alla Camera, nella provincia, con questo sistema saranno eletti sette deputati. Mentre 6 saranno i senatori. Alle scorse Politiche, il centrosinistra salernitano, portò in parlamento 5 deputati (Fulvio Bonavitacola poi sostituito da Antonio Cuomo, Sabrina Capozzolo, Simone Valiante e Tino Iannuzzi. Per Sel invece, Michele Ragosta) e una senatrice, Angelica Saggese. Risulta abbastanza chiaro che sarà difficile per il Partito democratico, blindare tutti nei listini. Ed ecco perché i partiti dovranno, soprattutto nell’uninominale, scegliere nomi forti. Ed ecco perché alcuni uscenti, punterebbero al Senato piuttosto che alla Camera. Ed è forse anche per questi motivi che tra centrosinistra e centrodestra, così come si dice in giro, c’è anche la necessità a sedersi insieme a tavola per evitare una guerra al massacro. Qualcuno la chiama desistenza (soprattutto nell’Agro), ma è solo un modo per evitare sorprese. Intanto se la data fissata è quella del 4 marzo, i sindaci sarebbero già fuori dalla partita (si sarebbero dovuti già dimettere). Gli scenari che si aprono sono quindi piuttosto complessi. Il ritorno al voto a breve sarebbe sensato solo se si cambiasse la legge elettorale, con una torsione maggioritaria più netta.Ma così non sembra.ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO LA CITTA’ A FIRMA DI CARLO PECORARO

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.