POLITICA

IERI IL MINISTRO PROVENZANO A PALOMONTE: “IL SUD DEVE RIPARTIRE CON LE SUE RISORSE”

Ieri il ministro del sud ha fatto tappa a Palomonte per prendere parte ad un convegno dal titolo: “Costruire l’eccellenza, dare un futuro al Sud“. All’incontro hanno partecipato molte personalità.Si è tenuto nella sala consiliare del comune.Tra i presenti il Rettore dell’Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga, il Direttore della Fondazione Leonardo Lorenzo Fiori, il Direttore Civiltà delle Macchine Peppino Caldarola e i sindaci del comprensorio.La scuola al centro del dibattito è su questo è ruotato tutto il sombiosi organizzato dal sindaco Casciano.«Riprogrammare le risorse non spese per rilanciare il Mezzogiorno. E su questo la scuola avrà un ruolo fondamentale», il ministro Giuseppe Provenzano lo ha detto Palomonte intervenendo a sostegno della realizzazione di una scuola unica in un Comune diviso tra frazioni e più scuole. Un progetto innovativo su cui il sindaco, Mariano Casciano, sta lavorando insieme all’università di Venezia e alla Fondazione Leonardo, presenti alla presentazione dell’idea progetto, che è progetto sia infrastrutturale che sociale. «Abbiamo bisogno di normalità – ha detto il ministro – Abbiamo bisogno di scuole come quella pensata a Palomonte, per recuperare la dimensione di comunità, capace di accogliere bambini e genitori».

SULLE AREE INTERNE

«Non possiamo immaginare sviluppo solo nei grandi centri – ha continuato Provenzano – o avremo contraccolpi demografici non recuperabili. Il problema è che se pensi di non contare, poi voti per rabbia. Se pensi che non stai partecipando ad un percorso di cambiamento, voti contro. Questo è un tema politico che riguarda tutti». Da qui la nascita della strategia delle aree interne per progettare servizi, infrastrutture, rimettere in sesto e rendere normalmente fruibili le cose che pure ci sono. «A volte aggiungere un treno in più, ti risolve un problema di trasporto – dice ancora – Il futuro è nelle aree interne, ma non solo denaro, bensì quale riscoperta della loro dimensione produttiva».