POLITICA

L’IRA DEI SINDACI SALERNITANI, LO STATO SCIPPA I SOLDI AL SUD,TROPPI TAGLI

Sono allibiti e pronti a dare battaglia. Questa la reazione dei sindaci salernitani dopo aver scoperto che, con un accordo del 2015 tra Governo e Anci, l’associazione dei comuni italiani, si è stabilito di dare il 48,5% dei fondi per la perequazione, poi salito al 50%, rispetto a quanto avevano diritto i Comuni più poveri da quelli più ricchi. Un vero e proprio salasso che penalizza il Mezzogiorno e svelato dal giornalista economico Marco Esposito col suo libro “Zero al Sud” (Rubbettino Editore), recensito sabato scorso da la Città . Esposito spiega che nel 2015 l’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, all’epoca presidente della Bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, il leghista Giancarlo Giorgetti, propose una «seduta segreta come avviene in Commissione antimafia» per esaminare i dati che emergevano dall’accordo. Da allora nessun deputato è insorto contro un taglio che vanificava il principio di solidarietà, in base al quale un cittadino ovunque abiti ha diritto ad avere dai Comuni gli stessi servizi grazie anche ai fondi ridistribuiti dagli enti più ricchi. I tagli nei trasferimenti. Ogni anno, in media, Salerno ha avuto circa 6 milioni di euro in meno di quello che avrebbe dovuto avere; e nel solo quadriennio 2015-2018 ha perso poco meno di 24 milioni. «Quando il sistema nel 2021 andrà a regime il furto per Salerno salirà a circa 13 milioni di euro l’anno», ricorda Esposito. E proprio il giornalista economico fa un calcolo considerando i 10 Comuni più popolosi del Salernitano: Cava de’ Tirreni, ad esempio, ha avuto in meno tra 1,7 e i 2,1 milioni l’anno, e in questi quattro anni in totale circa 7,7 milioni. E così nel quadriennio a Battipaglia sono stati tagliati 7,6 milioni in totale, a Scafati 5,8, a Nocera Inferiore 7,5, a Eboli 4,7, a Pagani 6,8, ad Angri 4,8, a Sarno 6,3 e a Pontecagnano circa 2,9. Il tutto nel silenzio dei deputati meridionali di qualsiasi schieramento politico, nuovo o vecchio che sia. Le reazioni dei sindaci. I sindaci si fanno sentire. «Con quei soldi avremmo potuto migliorare i servizi sociali, l’assetto delle strade, l’edilizia scolastica, creando pure più lavoro – sottolinea Vincenzo Servalli , sindaco di Cava e delegato nazionale dell’Anci – Invece ci troviamo di fronte a un furto fatto alla comunità, alla sua qualità di vita e al suo futuro». Sulla stessa linea Manlio Torquato , sindaco di Nocera Inferiore, consigliere dell’Anci Campania: «Appare assurdo che sulla pelle dei nostri cittadini si sia deciso di penalizzare i comuni che più ne hanno bisogno. Così salta il principio di sussidiarietà e solidarietà che regge lo Stato. Ed è grave che l’Anci abbia avallato una scelta che di fatto privilegia i comuni più ricchi del Nord. Che questo possa essere accaduto non con un governo a guida leghista, e con un’Anci retta da un sindaco democratico è paradossale. Di quei soldi, comuni come il nostro ne avrebbero un disperato bisogno. Le nostre infrastrutture languono, non possiamo continuare cosi ». Così anche il sindaco di Pagani, Salvatore Bottone : «Attendiamo da anni fondi dal ministero per rifare la scuola Manzoni e avremmo potuto fare i lavori solo con i nostri soldi. Pazzesco». E Cecilia Francese , primo cittadino di Battipaglia e membro del direttivo regionale Anci ricorda: «Con la riduzione del fondo di perequazione non si è colta in tutta la sua gravità la situazione in cui versano i comuni, letteralmente “asfaltati” dai tagli degli ultimi anni e dai blocchi delle assunzioni e dalla valanga di leggi, vincoli, lacci burocratici che gli sono precipitati addosso, non considerando che comunque i cittadini voglio rispetto dal sindaco lasciato solo ». I sindaci preannunciano battaglia: «Attraverso l’Anci dice Servalli – proporrò di rivedere questo accordo: il Mezzogiorno non può pagare operazioni sottotraccia. Merito alla stampa aver scoperto un tale provvedimento. Sarebbe il caso anche che i nostri parlamentari comprendano che esiste una nuova questione meridionale e che c’è necessità di affrontarla». Torquato annuncia che chiederà subito all’Anci un intervento per ripristinare i fondi nella loro interezza. E Bottone: «Dobbiamo fare squadra tra tutti i sindaci, appoggerò qualsiasi iniziativa». E la Francese: «L’Anci ora dovrà far sentire con forza la sua voce ».Salvatore De Napoli

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.