POLITICA

POLITICA NAZIONALE,SERGIO VESSICCHIO INTERVISTA MAURIZIO GASPARRI DI FORZA ITALIA/VIDEO

 

 

MAURIZIO GASPARI DA WILKIPEDIA

 

Maurizio Gasparri
MurizioGasparri.jpg

Vicepresidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 21 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Presidente Pietro Grasso

Ministro delle comunicazioni
Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Salvatore Cardinale
Successore Mario Landolfi

Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonino Murmura
Successore Fabrizio Abbate

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 29 aprile 2008
Legislature XVIXVIIXVIII
Gruppo
parlamentare
XVI: Il Popolo della Libertà
XVII: Forza Italia – Il Popolo della Libertà XVII Legislatura
Coalizione XVI: Coalizione di centro-destra del 2008
XVII: Coalizione di centro-destra del 2013
XVIIICoalizione di centro-destra del 2018
Circoscrizione Regione Lazio
Incarichi parlamentari
XVI: CAPOGRUPPO de Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 23 aprile 1992 –
28 aprile 2008
Legislature XIXIIXIIIXIVXV
Gruppo
parlamentare
XI: Movimento Sociale Italiano
XII – XIII – XIV – XV: Alleanza Nazionale
Coalizione XII: Polo del Buon Governo
XIII: Polo per le Libertà
XIV – XV: Casa delle Libertà
Circoscrizione XI: RomaViterboLatinaFrosinone
XII – XIII: Lazio 1
XIV – XV: Calabria
Collegio XII: 12 (Roma-Ciampino)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
In precedenza:
Movimento Sociale Italiano (fino al 1995)
Alleanza Nazionale (1995-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Titolo di studio Diploma di Liceo classico
Professione Giornalista

 

Maurizio Gasparri (Roma18 luglio 1956) è un politico italiano, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica nella XVI legislatura, vicepresidente del Senato della Repubblica nella XVII.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia ed esperienze politiche giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del generale dei Carabinieri Domenico Gasparri e di Iole Siani (19212009), ha un fratello, ClementeGenerale di Corpo d’Armata, già Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Maurizio Gasparri

Dopo la maturità classica conseguita presso il Liceo “Torquato Tasso” di Roma, si è dedicato alla politica.[1] Negli anni settanta diviene segretario provinciale del Fronte della GioventùGianfranco Fini nel 1979 lo vuole come suo vice nel FDG. A fine anni ottanta diviene presidente nazionale del FUAN.

Deputato del MSI (1992-1994) e di AN (1994-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Nel partito, Gasparri rientrava nella corrente, detta Destra in movimento, che appoggiava la leadership di Gianfranco Fini[2], ottenendo un ruolo di spicco a partire dal 1988, quando Fini fu nominato segretario politico.

Ha lavorato anche come giornalista, arrivando a diventare condirettore del “Secolo d’Italia“, organo politico del MSI-DN. Nel mezzo dello sconvolgimento politico di tangentopoli che azzera una parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione e appoggio delle indagini portate avanti con fermezza dalla magistratura.

Diviene deputato del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale dal 1992 al 1994. Allo stesso tempo, dal febbraio 1992 all’aprile 1994 è consigliere comunale a Fiumicino sempre per il MSI-DN.[3]

Dal 1994 è parlamentare di Alleanza Nazionale e diviene sottosegretario all’Interno del governo Berlusconi I. Membro del consiglio direttivo di AN alla Camera nel 1994.

Rieletto alla Camera nel 1996, ha ricoperto il ruolo di vicecapogruppo di AN. Nel 1998 ha fondato il sito internet di informazione politica Destra.it.

Ministro delle Comunicazioni (2001-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Torna alla Camera nel 2001 e a partire dallo stesso anno e fino al 2005 è Ministro delle comunicazioni nel governo Berlusconi II. Con Ignazio La Russa ha guidato una corrente di AN, Destra Protagonista, che faceva riferimento alla rivista politica “EuroDestra”, fino al superamento delle correnti nel partito. Non è confermato ministro nell’aprile 2005, con Fini che gli preferisce Mario Landolfi. Nel 2006 è rieletto deputato in AN.

“Legge Gasparri”[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Legge Gasparri.

Nel 2001 la sua carriera politica ha raggiunto il suo punto più alto quando è stato chiamato, sempre da Berlusconi[4], a ricoprire l’incarico di Ministro delle comunicazioni. In questa veste, Gasparri si è fatto promotore di una legge di riordino del sistema televisivo, nota come “legge Gasparri“.[5]

La legge venne inizialmente rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi dieci giorni dopo la sua approvazione al Parlamento nel dicembre del 2003, in quanto l’aumento del limite antitrust viola il principio del pluralismo sancito dall’articolo 21 della Costituzione (“Non c’è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell’informazione“). Il governo Berlusconi si preoccupò allora di adottare subito un decreto legge (il decreto salvareti), che venne poi convertito in legge dal Parlamento il 23 febbraio 2004, aspramente criticato perché di fatto calpestava una sentenza della Consulta che ordinava la messa sul satellite di una rete Mediaset, ovvero Rete 4, con la conseguente perdita di pubblicità per Raitre. Il nuovo testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29 aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004.

Nel 2007 la Commissione Europea si è espressa in modo critico sulla legge con la motivazione che questa ha introdotto “vantaggi ingiustificati agli operatori analogici” già sul mercato, scoraggiando l’ingresso di nuovi operatori[6][7] e ha perciò iniziato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, poi sospesa quando il governo italiano si è impegnato ad adeguare la legge alla normativa europea che garantisce l’assegnazione trasparente delle frequenze televisive. A gennaio 2009, con decisione n.242[8], il Consiglio di Stato (riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà sostanzialmente ragione ad Europa 7, concedendole una “vittoria di Pirro” (danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale preso dal VHF III). Si calcolano così quattro sentenze a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale, e del TAR del Lazio[9].

Attività societaria ed associativa (2006-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 entra nel CdA della società di telecomunicazioni Telit Communications in qualità di “director” [amministratore] non esecutivo.[10] Per questa sua posizione viene coinvolto nell’inchiesta giornalistica di Report del maggio 2007 (“Il Mistero del Faraone”), che indagava sulla torbida[11] vendita di Wind agli egiziani di Sawiris, e sull’uso dei cosiddetti “gsm-box”, in quanto Telit era “presieduta da manager israeliani e che in Italia fa affari con Sawiris” (e con i gsm-box medesimi).[12]

Nel 2007 ha fondato l’associazione Italia Protagonista. A maggio 2007 ha pubblicato un nuovo libro “Il cuore a destra” che ha presentato nel corso dell’estate in varie località d’Italia.

Senatore PdL (2008-2013) e Forza Italia (2013- )[modifica | modifica wikitesto]

Dalle elezioni politiche italiane del 2008 è senatore e presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.

Il 5 novembre 2008 nel corso della registrazione del Gr3 Rai, parlando del presidente eletto degli Stati Uniti e della lotta al terrorismo, ha dichiarato: «Con Obama alla Casa Bianca al-Qāʿida forse è più contenta»[13][14] [15]. Gasparri dopo la sua dichiarazione ha avuto critiche dure da svariati esponenti del Partito Democratico, a partire dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro.[16]

Nel novembre 2009 Gasparri è primo firmatario del disegno di legge “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione e dell’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo[17], comunemente noto come Processo breve. Gasparri ha presentato il provvedimento come parte di un «decalogo sulla giustizia» che comprenda anche «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia»[18], auspicando che «Per incominciare, i magistrati inizino a lavorare di più»[19]

Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[20]

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 viene rieletto senatore tra le file del PDL nella regione Lazio. Il 21 marzo 2013 viene eletto vicepresidente del Senato della Repubblica per il PdL con 96 preferenze.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[21]. Il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

È inoltre membro del CdA della Fondazione AN.[22]

Si ricandida ed è rieletto senatore alle elezioni politiche del 2018.

Opinioni su LGBT[modifica | modifica wikitesto]

Gasparri si è dichiarato contrario ai matrimoni gay («sono contro-natura»)[23] e alle adozioni gay («la vita nasce dall’incontro di uomo e donna»).[24] Partecipa anche ai numerosi incontri sulla salvaguardia della famiglia tradizionale conosciuti anche come family day.

comunicato stampa
Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.
http://www.agropolinews.it/