POLITICA

SALERNO,DE LUCA E ROBERTI NON RISPONDONO SU ALFIERI

Questa volta non rispondono,non ne parlano,si erano già espressi su questa vicenda. A Salerno Roberti l’ex procuratore Anti Mafia glissa e fa la stessa cosa Vincenzo De Luca in governatore arrivato per sostenere ilsuo assessore Roberticandidato per un seggio al parlamento.

Non c’è il segretario nazionale del Pd, Luca Zingaretti che finora ha (stranamente) snobbato Salerno, preferendo altri Comuni della provincia. Ma c’è il presidente della Regione, Vincenzo De Luca e, soprattutto, il capolista della circoscrizione Sud al Parlamento europeo, l’ex procuratore Franco Roberti. Domenica prossima il Pd provinciale si ricompatta all’hotel Mediterranea, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, si sarebbe dovuta svolgere il 13 maggio scorso. Ma poi, per svariati motivi, l’evento è stato posticipato a dopodomani. 


L’incontro, da un punto di vista politico, è importante sotto diversi aspetti, che vanno anche al di là del mero riscontro elettorale. Innanzitutto Roberti è sponsorizzato da De Luca, che l’ha voluto con sé in giunta regionale, una volta terminata la carriera di magistrato, affidandogli la delega alla Legalità. Ma l’ex procuratore è anche stato scelto da Zingaretti come “bandiera” al Sud, per inaugurare il nuovo corso del Pd. Dunque Roberti, in un certo senso, può essere considerato come il trait d’union tra De Luca e il segretario, in quanto il governatore, alle ultime primarie (anche se non ha votato) ha sostenuto Martina. Proprio per questo motivo un successo elettorale a Salerno e in Campania di Roberti sarebbe letto pure come una scommessa vinta da De Luca. E, pertanto, diventerebbe una carta in suo favore da giocare, al momento giusto, quando si tratterà di discutere delle prossime regionali in Campania. Ma, al di là degli aspetti prettamente politici, l’evento di domenica potrebbe mettere, uno di fronte all’altro, per la prima volta in pubblico dopo il terremoto giudiziario di quest’ultimi giorni, De Luca, Roberti e Franco Alfieri
L’ex sindaco di Agropoli, consulente per l’agricoltura di De Luca e già capo staff del governatore, candidato come primo cittadino a Capaccio Paestum, è coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio politico mafioso. 
Un pesante fardello da sopportare, in particolar modo in vista dell’appuntamento elettorale nella città dei templi, dove Alfieri, anche se non con una lista, rappresenta i “dem”. Finora il Pd, non solo salernitano, ha giocato in difesa, con un catenaccio vecchia maniera, non rispondendo a nessuna domanda sul caso Alfieri. Una strategia che, gioco forza, non potrà adottare anche questa volta, in quanto anche il Pd dovrà uscire allo scoperto, dopo giorni di silenzio, ed esprimere la propria valutazione sulla vicenda. Nel frattempo, dopo un corto circuito comunicativo durato poco più di 24 ore, Alfieri, probabilmente anche incoraggiato privatamente da qualche esponente del Pd, ha ripreso la sua campagna elettorale pure sui social. E ha espressamente dichiarato che non intende fare nessun passo indietro e di voler continuare diritto fino alla meta, sicuro della sua estraneità ai fatti che, invece, gli contesta la Procura. Una decisione che, almeno all’apparenza, stride con l’opinione di Roberti, che ha rimarcato, pur non riferendosi direttamente al caso Alfieri, che «quando un esponete politico o istituzionale è raggiunto da un sospetto o da un indizio grave, debba valutare l’opportunità di farsi da parte». «Bisogna anche distinguere- ha aggiunto – i tipi di reato: una cosa è il falso un altro è la corruzione. In genere, tuttavia, per i reati gravi è bene che l’esponente istituzionale si faccia da parte, attenda serenamente il giudizio e non dia l’impressione di voler sfruttar la carica politica per difendersi meglio».Gaetano De Stefano

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.