POLITICA

SOLO IL 4,1%: OSSA SPAPPOLATE PER I 5 STELLE ALLE COMUNALI

Lametia Terme- Una sorta di Armata Brancaleone. 5 Stelle al collasso definitivo. Tanto hanno
sancito le elezioni comunali svoltesi a Lametia Terme, una delle città più popolose della
regione Calabria, palesando ufficialmente il crollo definitivo del movimento pentastellato. Le
votazioni dell’ultimo 10 novembre 2019, hanno esaltato nei fatti concreti, la nullità di un
movimento che, partito inizialmente contro il sistema e contro la “casta”, altro non ha
dimostrato di essere addirittura il protettore di quel vecchio impianto che gli stessi grillini
avevano contestato nelle loro campagne elettorali.

 

E pensare che alle ultime politiche, quelle
del 2018, i grillini avevano ottenuto un ottimo 32% circa, nella città calabrese e nessuno
immaginava che la tornata elettorale comunale, frantumasse le ultime ossa rimaste, del
partito del “VAFFA” di Beppe Grillo. Il vaffa a questo punto, lo ha decretato l’elettorato, se pur
trattasi di elezioni amministrative, ma il concetto politico rimane inalterato nei contesti di chi
aveva immaginato un ricambio non solo generazionale in politica, ma che aveva intenzione di
stravolgere letteralmente un sistema che durava da troppi anni. Qualcosa è andato storto? No
assolutamente. I grillini, con in testa il bibbitaro Giggino Di Maio e tante altre componenti del
movimento, hanno mostrato in realtà, l’insipienza politica e la scarsa programmazione nella
gestione della macchina pubblica. Vedi Roma….e poi muori. In pratica sono diventati dei veri e
propri burattini al servizio del PD, anch’esso in crollo verticale. Peggio che in Umbria per
entrambi.

 

 

Esclusi quindi, dal ballottaggio, sia i 5 stelle che lo stesso PD. E sull’analisi del voto
comunale di Lametia Terme, a quanto sembra, i vertici dell’ex VAFFA-DAY, avrebbero
giustamente meditato un turno di “riposo”, se non addirittura un ritiro alle prossime elezioni
regionali in Emilia Romagna. Campanello d’allarme? E’ finita la tettina da succhiare? No. E’
semplicemente la più cocente delusione politica dal dopoguerra ad oggi. Ma è solo la logica
illogica di un movimento che fa capo ad un singolo e non certo a candidati che godono di
conoscenze e presenze sul territorio di appartenenza. Ora il Vaffa spetta solo ai pentastellati.
Va segnalato che il primo partito è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che disputerà il
ballottaggio contro un candidato proposto da alcune liste civiche. E il cappio è penzoloni per
Di Maio & Zingaretti.Giovanni Coscia