16 Aprile 2026

ACQUA, ALTRI NOVE COMUNI RESTANO A SECCO

SALENTO. Intere aree del Cilento interno prive di acqua corrente per sedici ore al giorno, a tempo indeterminato. Consac gestioni idriche ha diramato l’ennesimo avviso nel quale avverte che “a causa della notevole riduzione delle portate idriche delle fonti di approvvigionamento, al fine di accrescere l’accumulo di risorsa al serbatoio, attueremo la sospensione dell’erogazione idropotabile a: Cannalonga, Moio della Civitella e frazione Pellare, Gioi e frazione Cardile, Salento, Orria e frazione Piano Vetrale, Perito e frazione Ostigliano, Stio e Campora”. L’interruzione idrica avverrà a partire dalle ore 16 di tutti i giorni fino alle 8 del giorno successivo, fino a nuovo avviso.
Per quanto l’emergenza idrica, legata alla siccità, fosse stata ampiamente annunciata da Consac, così come da altri gestori del servizio idrico, con largo anticipo rispetto all’arrivo dell’estate, non poter usufruire di un servizio essenziale e primario per 24 ore al giorno, non è una situazione degna di paesi civili. I comuni del Cilento interno menzionati dal Consorzio possono fruire dell’acqua solo otto ore al giorno: una condizione impensabile che ha portato molti a doversi attrezzare installando serbatoi privati. E questo accade in luoghi, come il Cilento, dove sono presenti numerose sorgenti, sicuramente oltre duecento, molte delle quali confluiscono direttamente a mare e la maggior parte delle tubature fa letteralmente acqua da tutte le parti. Si va dal 30 al 70 per cento di risorsa idrica dispersa durante il percorso.
Alcune settimane fa la Regione Campania ha stanziato cinque milioni di euro per l’emergenza idrica al fine dell’attivazione di ulteriori impianti di emungimento falde idonei ad approvvigionare gli acquedotti regionali con volumi idrici aggiuntivi pari a duemila litri di acqua al secondo. Buona parte di questi fondi sono stati destinati ad Asis e Consac, che gestiscono la risorsa idrica nel Salernitano in genere e nel Cilento. Asis dovrà attivare il pozzo in località Picciola, a Pontecagnano; intervenire sul gruppo sorgentizio Ospedale e pozzi primo piano Vesole, tra Capaccio e Trentinara; rifunzionalizzare i campi pozzo a Buccino e aree limitrofe. Consac, invece, dovrà realizzare pozzi per la captazione della sorgente Faraone a Rofrano; realizzare impianto di potabilizzazione a Caselle in Pittari; raddoppiare l’impianto di potabilizzazione esistente ad Ascea; rifunzionalizzare impianti presenti a Sapri, Roccagloriosa e Sassano; infine, adeguare gli impianti di sollevamento presenti a Ispani e nei comuni interni del golfo di Policastro. Interventi ottimali che però andavano fatti prima dell’estate, proprio per evitare l’emergenza. Andrea Passaro

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