29 Maggio 2024

AGROPOLI, 36 ANNI FA LA MORTE DI PADRE GIACOMO LEGAME INDISSOLUBILE CON LA CITTA’ STASERA LA SANTA MESSA

                               FU UN REGALO DI DON OTTAVIO

 

Sono passati 36 anni da que 27 settembre del 1987. Padre Giacomo Selvi era nato  l’11 maggio 1938 a S.Ambrogio di Valpolicella (VR) dal papà Ambrogio, cavatore di marmo e dalla madre Amabile Giacomuzzi, casalinga; fin da piccolo aveva una gracile costituzione con la tendenza ad ammalarsi spesso: e fu in una di queste situazioni che iniziò il suo percorso di fede.

Padre Giacomo Selvi

La vita di Padre Giacomo Selvi

All’età di 7 anni infatti, venne ricoverato d’urgenza all’ospedale di Bussolengo a causa di un’occlusione intestinale. Dopo quattro mesi, a causa delle gravissime condizioni del bambino, fu dimesso affinché fosse morto fra i suoi cari.

Inaspettatamente contro ogni previsione le condizioni del piccolo Lino (questo il vero nome di battesimo di Giacomo Selvi), migliorarono. Pur essendo alquanto magro diviene forte come una roccia”, raccontò il fratello Giacomo. La ritrovata salute invogliò Lino a frequentare nuovamente la parrocchia; presso la quale aveva prestato servizio come chierichetto già dall’età di cinque anni al fianco di Don Ettore Toffoloni.

 

La formazione sacerdotale

Nel 1948 raggiunse il convento dei francescani a Trento e presso la scuola elementare e media mantenuta dai frati a Campolomaso, frequentò la quarta fino a conseguire la licenza media. Quando poi tornava a casa per le vacanze si divideva fra la chiesa e i campi in cui si recava per pascolare un piccolo gregge di capre e pecore del papà Ambrogio. Dopo gli studi classici, il 16 settembre del 1962 fece la solenne professione religiosa e indossò il saio francescano, assumendo il nome del fratello Giacomo.

Terminati gli studi Teologici a Trento, divenne sacerdote il 27 giugno 1965. Conseguì la laurea in teologia “magna cum laude” all’Antonianum di Roma e si diplomò inoltre alla Gregoriana in eloquenza e diritto canonico. Nel 1976 Padre Giacomo Selvi si stabilizzò ad Agropoli in  precedenza ci veniva gradualmente

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                           Padre Giacomo Selvi e il suo forte legame con Agropoli

Trovò subito ospitalità in un alloggio messo gentilmente a disposizione dalla famiglia Grippa. Si ritrovò così a capo della “comunità della stazione” come veniva apostrofata la parrocchia del Sacro Cuore; in quanto la chiesa era ed è ancor oggi ubicata in una struttura a ridosso dello scalo ferroviario un tempo di proprietà delle Ferrovie dello Stato, oggi intitolata a S. Valeriano.

Con il tempo Padre Giacomo diventa il sacerdote più popolare della zona e dei paesi limitrofi; in chiesa si registra un numero sempre maggiore di fedeli, e i cittadini guardano con ammirazione il frate sempre in giro per il paese con la sua inseparabile bicicletta anche nelle pessime condizioni atmosferiche. Durante la notte del 27 di settembre del 1987 trasportato d’urgenza presso la Casa di Cura Malzoni, dove all’1:15 morì, all’età di 49 anni.

La causa del decesso fu un edema polmonare. Il mattino successivo un popolo in lacrime e ancora incredulo affluì presso la Chiesa del Sacro Cuore (oggi San Valeriano), per dare l’ultimo saluto al parroco. Da tempo l’associazione “Amici di Padre Giacomo” e l’associazione “Oratorio Padre Giacomo Selvi”  continuano a battersi affinché il frate venga Beatificato. Nel comune di Agropoli a padre Giacomo Selvi state intitolate la via della Chiesa del Sacro Cuore e l’oratorio alle spalle tra la zona della stazione ferroviaria ed il lungomare San Marco.

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