10 Luglio 2026

AGROPOLI, ADDIO A SILVIETTO E IL DUBBIO SE SI POTEVA SALVARE

La tragedia nella notte scorsa, dopo una partita di calcetto con amici coetanei Silvietto, Silvio Cirillo, ex calciatore dell’Agropoli e figlio del compianto e mai dimenticato Emilio dirigente dell’Agropoli per molti anni, si è sentito male. Quanto si è verificato successivamente è il contenuto della tragedia.Un’altra tragedia.

 

Da qui, la corsa disperata all’ospedale di Agropoli neppure troppo lontano dall’abitazione dell’uomo. I sanitari si sono immediatamente resi conto della gravità della situazione, disponendo il trasferimento d’urgenza al San Luca di Vallo della Lucania. Perché in quella struttura sanitaria, ad Agropoli, non c’era possibilità di intervenire. Ma non c’è stato nemmeno il tempo per mettere in moto l’ambulanza, il cuore dell’uomo ha cessato di battere.

Il decesso riaccende i riflettori su un ospedale che funziona a scartamento ridotto., rinfocolando il dibattito sulla necessità non più rinviabile di ripristinare il servizio di emergenza al nosocomio di Agropoli. Il dubbio resta, poteva salvarsi se l’ospedale di Agropoli era aperto. Questo non si sa ma il problema ospedale resta di grande attualità. Un comitato di cittadini presenzia costantemente davanti al nosocomio. Agropoli perde un giovane, aveva 49 anni ma non li dimostrava, sempre sorridente, schivo, educato e pieno di eleganza. La famiglia perde un marito e un padre di due bambini. La comunità perde una risorsa, gli amici perdono un fratello.

 

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