Al netto di Nicola Perillo professionista laureato il quale ci mette anima e cuore nel castello e meriterebbe una statua d’oro per come riesce a portarlo avanti il degrado morale, intellettuale, pratico ha toccato il fondo. Questa volta si è raggiunto il limite anche se ci rendiamo conto di predicare nel deserto. Fino a quando ci sarà questo sistema di potere al comune fatto di arroganza, superbia, illegalità Agropoli continuerà a rimanere nelle mani di pochi che gestiscono e guadagnano. L’approssimazione è totale, l’arroganza pure. Il caso della casa di babbo natale una chiara ed evidente illegalità è chiaramente l’espressione di come si agisce. Un castello diventato proprietà privata nel quale si fa un babà natale per 40 giorni senza pagare un solo euro di suolo pubblico, chiudono il giorno della pasquetta quando i visitatori sono tantissimi e lo gestiscono come se fosse casa loro. Quando si è verificato la notte tra l’11 e il12 agosto è totalmente illegale e andrebbe portato all’attenzione della magistratura come anche il babà natale con le solite due associazioni, sempre le stesse, una delle quali si spaccia per pro loco con i benefici che ne trae e sempre con lo stesso soggetto a muovere i fili, ad incassare fior di quattrini probabilmente con qualche socio occulto all’interno del municipio, hanno introitato oltre 400 mila euro evadendo il fisco, con un danno erariale al castello che dovrebbe ricadere sulle tasche di giunta e amministrazione vecchia e nuova. Annamaria Calì dal suo profilo social ha spiegato cosa è successo, cosa confermata da testimoni e dalle sue amiche, questo è quanto scrive:

” Sono Agropolese, sono nata e cresciuta sopra Agropoli, ma a volte purtroppo assisto a certe scene e penso che Agropoli non è un paese che vuole crescere. Ieri sera insieme alle mie amiche ci siamo recate al castello per assistere allo spettacolo pirotecnico. Alle ore 24 ci viene comunicato che dovevamo uscire perché il castello stava per chiudere, poiché siamo persone educate ci siamo avviate verso l’uscita. Purtroppo abbiamo notato che come sempre Agropoli fa a chi figli e a chi figliastri, noi siamo state sbattute fuori, noi Agropolesi che stiamo continuando a pagare il castello perché è nostro, è della città e non di proprietà privata, ed altra gente si nascondeva sulla parte alta del castello o più sfacciatamente sostavano all’entrata. Ciò che non ho mai tollerato è la mancanza di rispetto verso gli altri, dopo aver manifestato il mio disappunto a riguardo mi è stato detto che era gente che faceva parte dello staff e collaboratori della proloco… Quale proloco? Ancora abbiamo una proloco? Ed hanno più diritto loro di stare nel castello che altre persone? Con quale criterio viene fatta questa selezione? Al mio paese la legge è uguale per tutti, o tutti fuori o tutti dentro, inoltre già anni precedenti, in vista dello spettacolo pirotecnico la chiusura era stata posticipata proprio per dare l opportunità alle persone di poter assistere, ma ieri tutto ciò non è accaduto. Io Agropolese sono stata cacciata da una proprietà che è della città, che è di noi Agropolesi e no dello staff, proloco etc ma d’altronde dobbiamo ringraziare le persone che avete scelto che dovevano amministrarci, e mi auguro davvero che si vada nuovamente alle elezioni perché francamente come molti Agropolesi sono stanca di ascoltare la stessa musica.

La misura ci sembra colma, la vergogna è assoluta. Il castello in mano a degli arroganti diventati proprietari che ci fanno pure impresa. Questa è l’Agropoli del sistema, questa è l’Agropoli di quei delinquenti che stanno al comune di Agropoli. Se Mutalipassi e l’assessore di riferimento, in questo caso non si sa chi è, revocano ad horas la convenzione con chi sta facendo del castello proprietà privata si tratterebbe di una mossa importante, distensiva e degna di un’amministrazione quanto meno comprensiva dei valori della gente e della città. Naturalmente anche questo episodio rimarrà un affronto e li sopra i soliti noti continueranno a far man basso di soldi, figuracce e vergogne.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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