Doveva essere il luogo di cultura e di divertimento più importante dell’area sud di Salerno, Franco Alfieri lo aveva realizzato in questo modo, immaginato tale, e invece è diventato motivo di scontro, di contenzioso, di affaire politico visto che almeno 3 dipendenti o affini sono stati costretti a candidarsi nelle file del sistema in appoggio a Mutalipassi. Ora il sistema di potere chiede addirittura soldi e compensi alla ex ditta concessionaria. Invece di ringraziarli con targhe e medaglie gli stanno facendo una guerra esagerata solo perchè dovevano utlizzare il cine teatro per scopi politici e i concessionari costituivano un ostacolo.

Non si fa attendere la replica della ASGA srl con Annamaria Parente e Sergio Di Fiore. E’ di pochi giorni fa la notizia secondo la quale il Comune di Agropoli sarebbe pronto (tanto da aver già affidato l’incarico legale) a proseguire il contenzioso con la ASGA srl (già concessionaria del Cineteatro De Filippo), pendente da tempo in sede amministrativa dinanzi al Tar Campania, sezione Salerno, anche in sede civile; il tutto al fine di recuperare importi superiori ad euro 100.000,00 dovuti a titoli di canoni non versati. La società interessata è fortemente infastidita dalla mistificazione che, nel tempo, si è fatta della realtà e ora replica in maniera decisa.

“Confidiamo nell’Autorità Giudiziaria ed è per questo che, da persone serie, oneste e coerenti, attendiamo che si faccia al più presto chiarezza”, tuona Annamaria Parente, legale rapp.te della Asga srl. “Abbiamo sino ad oggi evitato sovraesposizioni di sorta e strumentalizzazioni, abbiamo addirittura sopportato senza replicare le dirette Facebook dell’ex-Sindaco dall’interno del cineteatro circa un anno fa dopo aver compiuto un atto illegittimo, ma adesso la misura è colma”, fa eco Sergio Di Fiore. “Legittima (e ci mancherebbe) la possibilità di intraprendere contenziosi o altro, ma più corretto sarebbe dire la verità, soprattutto quando ci va di mezzo l’immagine e la reputazione di persone fisiche e giuridiche che vivono della credibilità, del valore e delle competenze che hanno costruito negli anni”. “Perché il Comune di Agropoli”, continua Annamaria Parente, “non tira fuori atti e documenti con cui richiede prestazioni professionali alla Asga srl da andare a compensare (per espressa previsione degli Uffici) in quota parte col canone? Perché tace di tutte le somme corrisposte? Perché 30 mesi più tardi chiede per intero il canone di tutto il periodo in cui il CineTeatro è stato chiuso per le misure anti-Covid e che i medesimi Uffici avevano sospeso nel momento in cui intimavano l’interruzione forzata delle attività”? “Amiamo il territorio in cui operiamo e non ci arrenderemo dinanzi alla protervia di chi pensa di poter fare e disfare a proprio piacimento”, concludono i coniugi Parente/Di Fiore. “Dimostreremo che gli atti amministrativi sono illegittimi, che il rapporto con la Asga srl è stato interrotto in violazione di legge, che alcuna somma è ad oggi dovuta e che, al contrario, siamo noi ad essere creditori dell’Ente per il danno d’immagine creato, per la perdita di chance e, da ultimo, anche per le forniture di energia elettrica di cui l’Ente ha usufruito prelevando da un’utenza ancora intestata alla nostra Società”. Il contenzioso, dunque, entra nel vivo. E la Asga srl non le manda a dire, evidenziando l’approssimazione e la superficialità dell’istruttoria compiuta dal Comune di Agropoli e dichiarandosi pronta a chiarire in tutte le sedi opportune la complessa vicenda iniziata a partire dal febbraio 2021, per la quale rivendica lo status di vittima e non certamente quello di carnefice.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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