21 Maggio 2024

AGROPOLI, IL CARNEVALE CHIUDE ANZI APRE MA IMPORTA I CARRI

La storica kermesse del carnevale agropolese tramandata ormai da quasi mezzo secolo   è al collasso  come noi da molto tempo avevamo ipotizzato. Quando non ci sarà la generazione attuale che investirà finirà anche questa manifestazione come il presepe vivente e altre manifestazioni che nascevano spontaneamente nei quartieri e si spostavano poi verso il centro della città. Negli ultimi 15 anni l’hanno “stroppiata”, l’hanno ricacciata dai quartieri e l’hanno demolita. Il tutto è cominciato con l’associazione il Carro e l’ingresso del rione Giotto il cui ingresso ha creato uno sconquasso e ha trovato terreno fertile perchè era in un momento di trapasso da una generazione all’altra. Quando il comune l’ha data a questa associazione è finita, anzi è stato l’inizio della fine perchè l’hanno tolta ai quartieri ed hanno creato un conflitto di interesse vergognoso, colpevole perchè hanno fatto capire che non sanno nemmeno come si facesse il carnevale di cosa si stesse parlando. L’associazione Il carro composta dai carristi si facevano il carnevale, loro se la cantavano  e loro se la suonavano. Un anno ricattarono anche Franco Alfieri  all’epoca sindaco e non la fecero. Hanno preteso dei capannoni unici per lavorare quindi tutti hanno saputo l’altro che carro facevano, hanno poi sfruttato canali come approcci a Viareggio e altri manifestazioni entrando indebitamente in circuiti che non gli appartenevano.  Hanno preteso un congruo appoggio economico dalle amministrazioni che si sono succedute. Il carnevale da come era popolare e patrimonio dei quartieri, delle contrade è diventato “a pazziella” di pochi, lo hanno sequestrato, distrutto, azzerato.

 

Oggi l’amministrazione ha poco da fare, l’appello lanciato nei giorni scorsi da Mario Picariello attuale presidente dell’associazione Il carro per quanto può essere reale e pieno di significato è il canto del cigno di un epopea finita. Il carnevale è stato distrutto perchè gli è stata tolta l’identità, è stata eliminato il senso della sua essenza. L’associazione Il carro ha piano piano eliminato  figure storiche del carnevale, li hanno isolati  messi da parte. Molti sono morti come Tituccio e Gladinoro Iorio, Franchino Miglino e tanti altri ai quali non si è lasciata più la ribalta e non li hanno sostituiti. Nel corso degli anni abbiamo molte volte denunciato il marcio del carnevale agropolese ma siamo stati tacciati, come sempre, di essere distruttivi, incompetenti e contro Agropoli. E invece dicevamo il vero, come sempre, e oggi si è alla resa dei conti con l’amministrazione che deve andare a comprare i carri fuori sfilati gli altri anni in altre città. Su questo il presidente Picariello ha ragione ma a nostro avviso il presidente deve sciogliere subito questa associazione che ha distrutto il carnevale di Agropoli e cominci a collaborare. Certo il fatto che l’iniziativa la prende un un noto “intrallazziere” come l’assessore Di Filippo la dice lunga su quale altro babà vorranno fare, ricordiamo che il babà natale è frutto sempre di gente che ha creato questo personaggio. Era chiaro che Di Filippo si buttava a tuffo anche su questo vuoto venutosi a determinare, ma di questo avremo modo di parlare e discutere. La soluzione oggi non c’è perché va individuata nei quartieri dove oggi non ci sono più le figure storiche che facevano il carnevale ad Agropoli. Le nuove generazione non sanno nemmeno così il carnevale di Agropoli, non c’è nessun testimone che possa passare da una persona all’altra nel segno della continuità. In nessun rione si parla più del carnevale. Hanno avuto il coraggio di abbatterlo chiudendo gli occhi davanti allo loro bramosia di fare i carri e così si è passati da 15 minimo degli anni settanta e ottanta a i 5 o 6 degli ultimi anni con un ridimensionamento totale in termini di partecipazione ai carri e “riempendo” le proposte come le scuole di ballo in gara a chi faceva meglio per fare iscritti un’altra incongruenza del carnevale dell’associazione “il Carro”. Ne potremmo raccontare tantissimi ma la denuncia pubblica l’avevamo fatta anni addietro. Il carnevale di Agropoli nasce nei rioni e si fonde nelle vie principali e l’amministrazione comunale ha il dovere di prendere le iscrizioni di assicurare la sfilata senza cacciare soldi ma creando una competizione sana con ricchi premi. Una cosa semplice ma oggi impossibile da realizzare per colpa di chi negli ultimi 15-20 anni  ha sequestrato il carnevale di Agropoli, lo ha incapsulato in idee fottute e poco percorribili. Se si deve fare una cosa rabbrecciata meglio fermarlo, organizzarlo per il futuro partendo dai rioni e questo deve essere compito dell’amministrazione, riportare la cultura del carnevale agropolese distrutta dall’associazione Il Carro e dagli amministratori che hanno demandato invece di studiarsi il passato. Due consigli, non date in mano all’assessore Di Filippo nessuna iniziativa perchè se non fa diventare un mercimonio anche questo, dove mette le mani scassa , è distruttivo per la città e non lo farebbe per senza niente, il suo ritorno, capite  a a me” ci sarebbe sempre. Ricordatevelo. Il sindaco faccia gialla non dia a cuor leggero ad Apicella nessun compito di organizzazione perchè la città si ritroverebbe con le solite cose rabbracciate “alla Apicella” che fa con serietà e onestà  ma senza avere competenze e quindi sempre  cose “arrangiate” suo marchio di fabbrica. Lo abbiamo detto due mesi prima, vedrete non staranno a sentire nemmeno questa volta. Sergio Vessicchio

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