30 Maggio 2024

AGROPOLI, IL PD E ALFIERI SCARICANO COPPOLA SI CERCA IL CANDIDATO CIRCOLA IL NOME DI ANTONIO MILITE

Troppi disastri, troppe cose poco chiare, troppo in basso è caduta Agropoli. Alfieri ormai ha scaricato il sindaco di Agropoli Adamo Coppola e il Pd si è sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. Quando i laportiani sostenevano che firmando la sfiducia avrebbero fatto un favore al Pd avevano ragione. Nel suo partito e in città non sopportano più Adamo Coppola. Ha distrutto la città e la quercia agropolese è rimasta inerme, ferma, corresponsabile del disastro cittadino. Franco Alfieri vorrebbe trovare un nome esterno e ha pensato all’Avvocato Milite stimatissimo uomo di cultura e di legge. Scalpita Eugenio Benevento inviso a La Porta e ai laportiani e questo darebbe il senso della presa di distanza totale del Pd, Alfieri si sta convincendo, Di Biasi rimarrebbe in coalizione con il Psi, la figura è sia istituzionale che pratica oltre che di esperienza.

C’è poi Franco Di Biasi nome spendibile per il suo modo di stare vicino alla gente, piace per la sua caratura politica (è il più politico che c’è in città), aggrega molto, ha voglia, motivazione e per evitare a questo punto l’accordo con Elvira Serra la quale rimane, anche lei, un nome del Pd fatto da Alfieri come abbiamo scritto in passato (clicca qua). L’avvocato Mimmo Gorga piace per le sue capacità manageriali ed è anche lui un nome. L’impressione che senza Coppola il centro sinistra si ricompatta, trova una sintesi e torna al comune, si libera di Massimo La Porta il quale a quel punto andrebbe con Cianciola. Un fatto è certo Alfieri si è stufato di Coppola, dei suoi insuccessi, della sua pochezza e si è stancato di sentirsi accusato dalla gente che gli contesta di aver messo un sindaco scarso.. Nel centro sinistra la situazione è disastrosa. se Coppola sarà candidato, la sinistra agropolese si sgretola, Franco Di Biasi farà l’accordo con la Serra, in tanti non vogliono ricandidarsi e Alfieri rischia di perdere la città di Agropoli e il Pd lascerebbe palazzo di città dopo 20 anni. Sergio Vessicchio

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