17 Giugno 2024

AGROPOLI, IL SINDACO NEL MIRINO DI COMMERCIANTI OPERATORI TURISTICI E CITTADINI LA CITTA’ E’ ALLO SFASCIO

Mentre si autorizza un cesso pubblico nell’isola pedonale di via piave, una volta edicola, poi fornitore di granite e oggi copertura di un soggetto ben noto in città titolare di associazioni alle quali vengono assegnati con soldi comunali dei cittadini oneri senza gare d’appalto e senza consultare altre associazioni, si privano i cittadini di servizi importanti e di posti di lavoro e si vessano con provvedimenti sconcertanti che tendono ad ammazzare il turismo, il commercio e la solidità acquisita di una città ormai allo sfascio. Di fatto non c’è la politica nei provvedimenti rimane purtroppo nella gestione e i funzionari hanno preso la mano facendo il lavoro commissariale anche giustificato dai regolamenti e dai provvedimenti interni al municipio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il provvedimento che piovoso cade sulla testa dei titolari dei locali con i dheors esterni i quali si vedono praticamente chiudere le loro attività. In questi giorni alcuni iniqui provvedimenti sono stati già presi e nelle prossime ore altri ristoranti e bar si vedranno arrivare le forze dell’ordine e saranno costretti a togliere i loro dehors e a fare una causa penale. Fino a questo momento già sono state rovinate attività soriche costrette a chiudere con posti di lavoro persi e fra poco toccherà ad altri.

 

 

 

Il tutto alla vigilia della stagione turistica quando questi esercizi soffrono di meno rispetto agli altri mesi dell’anno in una città ormai allo stato comatoso. Sono ridicoli i proclami televisivi in telegiornali della rai dove si parla si una crescita turistica da parte del sindaco, la rai tv di Stato non può fare una marchetta del genere e raccontare la falsità alla gente. Poca gente in giro, lidi ancora vuoti, bar che bivaccano con pochi caffè tranne alcune eccezioni, case e appartamenti poco impegnati e per di più città anche sporca e piena di problematiche non risolte con alcune spiagge ancora non pronte e una movida massacrata dai provvedimenti amministrativi tesi a fare di Agropoli una città dormitorio mentre le altre località sono giò ampiamente in piena estate nonostante il maltempo. Il sindaco è la cartina di tornasole di un sistema che deve andare via, che deve togliere il disturbo in una città le cui strutture pubbliche diventano di proprietà privata come il Guariglia ormai gestito quotidianamentte per interessi privati di un consigliere comunale  il quale guadagna fior di quattrini palleggiandosi il sindaco e i funzionari. In tutto questo la magistratura non viene investita dei problemi, i consiglieri di minoranza gridano, fanno interrogazioni, cercano di ostacolare senza successo le inadempienze  dell’amministrazione ma sindaco e adepti non li pensano proprio perchè le loro denunce si fermano nell’aula del consiglio comunale mentre i consiglieri di minoranza  dovrebbero presentarsi in procura e dire ai procuratori cosa avviene ad Agropoli, come si amministra, come si vessano chi non li  ha votati, con quali metodi  si opera la cosa pubblica e  come la camorra investe su terreni di alcuni politici attuali, non del sindaco,  perchè  poi si sa tutto. Senza andare in procura l’opposizione fa servizio finto e consente il proliferare di fenomeni inaccettabili messi in arte dal sindaco e da qualche suo assessore e da un consigliere comunale specifico (sanno tutti chi sono  queste  mele marcie). In questo momento c’è una città contro Mutalipassi ma serve a poco perchè di fatto la città non c’è più. E’ diventato un dormitorio, la stanno smantellando, regge la sua performance morfologica, la sua strategica posizione, la sua bellezza incondizionata. Il sindaco è la carta carbone di una città cuscinetto, la speranza che da persona intelligente il primo cittadino ne tragga le conseguenze, tolga  di mezzo gli aspetti  e le persone  negative e cominci fare il sindaco perchè fino a questo momento è stata la foglia di fico per coprire cose molto discutibili altrimenti c’è un’altra strada è quella delle dimissioni, così non si può continuare. Aspettiamo. Sergio Vessicchio

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