9 Settembre 2026

AGROPOLI, LO SDEGNO DEGLI AGROPOLESI PER LA PRESENZA DI GENNARO RUSSO NELLA PRIMA SQUADRA CITTADINA

Agropoli, il caso Russo: il futuro dell’US Agropoli non può essere ostaggio di sovrapposizioni di ruoli

Ad Agropoli il malcontento cresce e riguarda la posizione di Gennaro Russo, consigliere comunale e responsabile del settore giovanile dell’US Agropoli. Una situazione che sta alimentando forti perplessità tra tifosi, famiglie e appassionati, perché chi ricopre un ruolo pubblico deve garantire imparzialità e chi guida un settore sportivo deve riuscire a costruire consenso e fiducia attorno al progetto che rappresenta.
Il problema non è il nome di una persona, ma il principio. Un consigliere comunale ha il dovere di rappresentare tutta la comunità, mentre un responsabile di settore deve lavorare per avvicinare ragazzi e famiglie allo sport. Quando questi ruoli si intrecciano, soprattutto in una realtà cittadina dove gli impianti sportivi sono un patrimonio collettivo, nascono inevitabilmente interrogativi che richiedono risposte chiare.
L’US Agropoli non ha bisogno di divisioni, sospetti o contrapposizioni. Ha bisogno di entusiasmo, partecipazione e di un settore giovanile capace di essere un punto di riferimento per tutti i ragazzi della città. La strada per riempire i campi non è creare ostacoli alle altre realtà sportive, ma conquistare la fiducia delle famiglie con programmi seri, competenza e capacità di coinvolgimento.
Molti sostenitori ritengono che l’attuale gestione abbia contribuito ad allontanare una parte di ragazzi, genitori e appassionati che non si sentono più rappresentati. Uno scenario preoccupante per una società storica come l’US Agropoli, che dovrebbe unire la città e non diventare motivo di frattura.
Ripetere slogan come “indossa la maglia della tua città” non basta. Una maglia non si impone: si conquista. I giovani scelgono un progetto quando vedono passione, trasparenza e appartenenza. Se manca la fiducia, il rischio è che scelgano altre strade e altre maglie.
L’US Agropoli non può essere identificata con le ambizioni o le scelte personali di un singolo dirigente o rappresentante politico. La società appartiene alla città, ai suoi tifosi, ai suoi giovani e a chi ogni giorno dedica tempo e sacrifici per il bene del calcio agropolese.
Per questo oggi serve una riflessione seria da parte della dirigenza. Chi ha responsabilità deve chiedersi se la propria presenza stia realmente favorendo la crescita della società o se, al contrario, stia creando un clima che rischia di danneggiare il progetto.
Il bene dell’US Agropoli deve venire prima di ogni ruolo, incarico o ambizione personale. Agropoli merita una società capace di riunire, non dividere. Merita trasparenza, meritocrazia e una gestione che rimetta al centro una sola cosa: il futuro dei suoi ragazzi e della sua squadra.

About Author