14 Giugno 2024

AGROPOLI, MASSIMO LA PORTA: ” VI SPIEGO COME HO SALVATO LO STADIO GUARIGLIA DALLA CASA DI COMUNITA’ ” SI FARA’ ALL’INTERNO DELL’OSPEDALE

E’ raggiante Massimo la Porta il consigliere di minoranza il quale ci contatta per esprimere la sua soddisfazione per aver vinto una battaglia importantissima per salvare lo stadio Guariglia dalla casa di comunità. E in effetti già in consiglio comunale La Porta aveva gridato a squarcia gola quando si è trattato l’argomento facendo lievitare il dissenso in città verso una cosa importante ma nel posto sbagliato. Mutalipassi e la sua amministrazione volevano mettere all’interno dello stadio Guariglia “La casa di comunità” rovinando spazi e strutture sportive invece sotto pressione di Massimo la Porta si farà nell’ospedale, non si perdono così i fondi e si fa lo stesso. Lo stesso La Porta ha scritto all’asl e hai riferimenti per indicare il terzo piano dell’ospedale dove poi è stata collocata. Una sede naturale per un servizio importantissimo per la città di Agropoli. Queste le sue parole:

“ASL SALERNO ASCOLTA LA MIA INDICAZIONE!
SCONGIURATA LA REALIZZAZIONE ALL’INTERNO DELLO STADIO GUARIGLIA, DELLA CASA DI COMUNITA’, VERRA’ REALIZZATA ALL’INTERNO DELL’OSPEDALE CIVILE.
Casa di Comunità (CdC)- SPOKE N. 70 Comune di Agropoli in via San Pio X presso il III piano o altro dell’Ospedale (Tavolo Tecnico – intervento in sostituzione di quello previsto nel comune di Agropoli su un’area Comunale)”
Nessuna descrizione della foto disponibile.

MA COSE’ LA CASA DI COMUNITA’

Case della Comunità (CdC), nuovo modello di assistenza territoriale

Le Case della Comunità (CdC) sono le nuove strutture socio-sanitarie che entreranno a far parte del Servizio Sanitario Nazionale. Le Case della Comunità, previste già dal PNRR del 2021, sono descritte nel DM 77 del 23 maggio 2022, pubblicato sul numero 144 della Gazzetta Ufficiale (1).

Il progetto del Ministero della Salute si pone l’obiettivo di potenziare e sviluppare l’assistenza sanitaria territoriale nel SSN implementando nuovi modelli organizzativi e ridefinendo le funzioni e il coordinamento delle realtà già presenti nel territorio. Tra i vari strumenti introdotti dal Ministero troviamo le Case della Comunità, che dovranno essere attivate nella misura di 1.350 entro la metà del 2026, e per le quali si potranno utilizzare sia strutture già esistenti sia strutture di nuova gestione.

Il Decreto distingue due modelli organizzativi per le Case della Comunità: le Case della Comunità hub e le Case della Comunità spokeLe prime sono le strutture di riferimento, dovranno essere presenti ogni 40.000-50.000 abitanti, e articoleranno la loro azione in modo capillare nel territorio attraverso le Case della Comunità spoke e gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei Pediatri di Libera Scelta (PLS).

 

Cos’è la Casa della Comunità

Riportiamo la definizione di Casa della Comunità così come la troviamo nel Decreto sopra citato:

La Casa della Comunità è il luogo fisico, di prossimità e di facile individuazione al quale l’assistito può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria. La CdC è una struttura facilmente riconoscibile e raggiungibile dalla popolazione di riferimento, per l’accesso, l’accoglienza e l’orientamento dell’assistito. 

La Casa della Comunità prevede un modello di intervento multidisciplinare e al suo interno si troveranno équipe multiprofessionali composte da Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Specialisti Ambulatoriali, Infermieri e Psicologi.

 

I professionisti presenti nelle Case della Comunità

 

Professionisti nelle Case della Comunità di tipo “hub”

La Cdc hub deve obbligatoriamente garantire:

  • Presenza medica h24 – 7 giorni su 7 anche attraverso l’integrazione della Continuità Assistenziale.
  • Presenza infermieristica h12 – 7 giorni su 7 (fortemente raccomandata la presenza infermieristica h24 – 7 giorni su 7).
  • Équipe multiprofessionali (Medico di Medicina Generale, PLS, Continuità Assistenziale, Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e dipendenti, Infermieri e altre figure sanitarie e socio sanitarie).

 

Professionisti nelle Case della Comunità di tipo “spoke”

La Cdc spoke deve obbligatoriamente garantire:

  • Presenza medica h12 – 6 giorni su 7 (lunedì-sabato).
  • Presenza infermieristica h12 – 6 giorni su 7 (lunedì-sabato).
  • Équipe multiprofessionali (MMG, PLS, Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e dipendenti, Infermieri e altre figure sanitarie e socio sanitarie).

 

I servizi delle Case della Comunità

 

Servizi erogati dalle CdC hub

I servizi obbligatoriamente erogati dalle CdC hub sono:

  • Servizi di cure primarie
  • Servizi di assistenza domiciliare
  • Servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza (cardiologia, diabetologia, pneumologia, ecc.)
  • Punto prelievi
  • Servizi infermieristici
  • Sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale
  • Integrazione con i Servizi Sociali
  • Continuità assistenziale
  • Servizi diagnostici di base (ad esempio ecografiaECGspirometria, tomografia ottica computerizzata (OCT), retinografia, ecc).

Sono invece facoltativi:

  • Servizi per la salute mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza
  • Attività consultoriali
  • Programmi di screening
  • Attività di profilassi vaccinale
  • Medicina dello Sport.

 

Servizi erogati dalle CdC spoke

I servizi obbligatoriamente erogati dalle CdC spoke sono:

  • Servizi di cure primarie
  • Servizi di assistenza domiciliare
  • Alcuni servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza (cardiologia, diabetologia, pneumologia, ecc)
  • Servizi infermieristici
  • Sistema integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale
  • Integrazione con i Servizi Sociali
  • Collegamento con la Casa della Comunità hub di riferimento.

Sono invece facoltativi:

  • Punto prelievi
  • Continuità assistenziale
  • Servizi diagnostici di base (ad esempio ecografiaECGspirometria, tomografia ottica computerizzata (OCT), retinografia, ecc)
  • Servizi per la salute mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza
  • Attività consultoriali
  • Programmi di screening
  • Attività di profilassi vaccinale
  • Medicina dello Sport.

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