Raffaele Pesce leader di Liberi e Forti porta all’attenzione del consiglio comunale l’intera aera del Sauco e ritiene molto importante la decisione dell’intero consiglio comunale il quale deve chiedere, secondo Pesce, l’allargamento a tutta l’area della villa romana e dei reperti storici. Questa l’interrogazione:

Premesso che

  • Il sito del Saùco è sottoposto a vincolo archeologico con D.M. 28 giugno 1976, in quanto dichiarato di importante interesse ai sensi degli articoli 1 e 3 della legge n. 1089/1939, probabile sede dei resti dell’antico abitato di Trezene , di epoca greca (foglio 25 particelle 3 e 7);
  • Il Ministero ha esercitato successivamente, con D.M. 3.9.1997, il diritto di prelazione in atto di compravendita, acquisendo la particella n. 3 foglio 25;
  • Una prima esplorazione fu condotta dall’archeologo Pellegrino Claudio Sestori che nel 1951 individuò un muro in opera poligonale datato dallo studioso tra il IV e III secolo a.c.;
  • Tra il 1978 ed il 1980 il sito è stato interessato da una campagna di scavo condotta dalla École Française de Rome;
  • Gli archeologi francesi indagarono la “terrazza” del Saùco, nella quale furono   individuati i resti di un edificio probabilmente romano, una Villa Rustica litoranea di grandi dimensioni, dal momento che parte della stessa oltre ad occupare lo spazio dell’attuale terrazza, proseguiva al di sotto del casale del ‘600/’700;
  • La villa si giovava di una vicina fonte perenne esistente e del sottostante approdo del Vallone.
  • I reperti marini rinvenuti nel Vallone hanno infatti confermato la costante frequentazione del sito.
  • Nel corso della campagna di scavo del 1951 fu individuato un grande masso di arenaria in cui erano scavate due fosse parallele di forma ellittica: una tomba bisoma  di età greca.
  • I rinvenimenti pertanto, abbracciano una fascia cronologica che va dall’età Preistorica e protostorica, all’età romana repubblicana passando per l’età greca. neolitico al IV secolo D.C.
  • L’area risulta vincolata ai sensi del D.lgs. 42/04 e s.m. e i. ex L. 29 giugno 1939 n. 1497, con  D.M.  12 agosto 1967 sulla protezione delle bellezze naturali.

Considerato che

  • Dal 1980 non risulta vi sia stata alcuna ulteriore campagna di scavo.
  • Che la campagna del 1978/1980 fu solo parziale come ammesso dalla stessa École Française de Rome.
  • Il vincolo archeologico (1976) è stato disposto in periodo anteriore alla predetta campagna di scavo (1978/1980) e soltanto su due particelle, ma non sull’intera area interessata dalla villa romana e dai reperti più antichi, né alla fonte d’acqua predetta.
  • La particella acquisita dal Ministero giace attualmente nella più totale incuria.
  • Il muro di contenimento della villa non risulta più visibile neppure dal mare. 
  • La  strada che conduce al sito, esistente  da tempo immemorabile,  risulta chiusa.
  • Il sito e l’area circostante, non risultano pertanto fruibili agli studiosi e/o appassionati di archeologia.
  • Che gran parte dell’area a monte del sito è stata acquisita al patrimonio comunale.

Considerato altresì che

  • L’interesse alla tutela ed alla valorizzazione delle vestigia di un passato millenario di Agropoli e del suo territorio è un punto fondamentale per l’amministrazione comunale tutta;
  • Il turismo archeologico e quello naturalistico devono avere un proprio  giusto ruolo nell’offerta non solo agropolese ma di tutta l’area cilentana, tra Paestum e Velia;

                                                  IL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTÀ DI AGROPOLI

SOLLECITA ED INVITA

il MINISTERO DELLA CULTURA, anche per il tramite della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio delle province di Avellino e Salerno e della Soprintendenza speciale per il PNRR:

  • Ad estendere il vincolo archeologico sull’intera area interessata dalla villa romana e dai più antichi reperti rinvenuti, almeno fino alla fonte.
  • A voler programmare ed effettuare una idonea campagna di scavo archeologico nell’area del Saùco, nonché una campagna archeologica subacquea  nell’area marina del Vallone.
  • A sollecitare  i proprietari/possessori/detentori  dei terreni interessati a rendere fruibile il sito agli interessati,  pedonalmente e con l’utilizzo di biciclette.
  • A creare, unitamente all’Ente proponente, un parco archeologico e naturalistico.
  • A prevedere, nel caso, l’acquisizione della particelle interessate e/o comunque a programmare una gestione in accordo con i privati proprietari/possessori/detentori delle stesse.

Su questo Raffaele Pesce non transige. Chiede al consiglio comunale di Agropoli di votare per accendere l’attenzione del ministero sul Sauco risorsa a tutti i livelli.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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