Forse Massimo La Porta un primo risultato è riuscito ad ottenerlo. Nell’ultima riunione del Pd, tra le altre cose, Franco Alfieri, ha contestato al sindaco, voluto da lui, il troppo appiattimento su Massimo La Porta, glielo ha detto con toni amicali e non con il timbro di chi avrebbe voluto fargli una tiratina di orecchie. Eppure le voci che vengono fuori dal municipio e da gente vicinissima al sindaco raccontano di un servilismo strisciante nei confronti di La Porta da parte del primo cittadino. Una situazione diventata insopportabile in giunta e tra i consiglieri di maggioranza. Dal municipio viene fuori un La Porta che detta l’agenda al sindaco e si fa tutto quello che dice il presidente del consiglio. Non sarà proprio così ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Adamo Coppola non può più nascondere questa condizione in cui si trova. Nella risposta di Adamo Coppola a Franco Alfieri al momento della contestazione, nel vertice di partito, ha respinto totalmente ogni accusa e ha riferito di una presenza discreta e istituzionale di La Porta. E qui è arrivato lo scontro perchè Franco Alfieri ,che non sarà più il sindaco di Agropoli ma vanta una leadership maturata sul campo a suon di lavoro e impegno per la città, ha ribattuto con toni fermi e decisi.

Di qui il blocco dell’operazione La Porta di mettere in difficoltà il sindaco, cosa che certo non sfuggita ad Alfieri, con la richiesta da parte dei consiglieri Di Nardo, Coppola e Verrone di chiedere un assessore a pochi mesi dalle elezioni nel tentativo di mandare all’aria il Partito democratico, i rapporti tra il sindaco e i suoi alleati e i suoi amici. Alfieri ha minacciato realmente di far saltare lui tutto e di non ripresentare come coalizione Coppola quale candidato del Pd. Un’azione di forza del sindaco di Capaccio Paestum, che apparentemente ha ricompattato il Pd, ha avviato l’intesa degli alleati in vista delle elezioni e ha fatto capire a La Porta che probabilmente non ci sarà spazio per lui in un eventuale centrosinistra dove, molto probabilmente, ci sarà anche la lista Alfieri e la Lista Coppola. Alfieri, sembra, avrebbe messo il veto sulle candidature di Di Nardo, Coppola e Verrone e avrebbe detto no ad una lista di La Porta il quale con tre consiglieri si è preso un assessore, e il presidente del consiglio comunale. Discorso a parte merita l’azione dei tre Di Nardo, Coppola e Verrone, stretti nella morsa Scuderi – La Porta, beffati da Franco Di Biasi con il partito socialista, sono stati trascinati in un vicolo chiuso. La loro pur legittima richiesta è stata fatta con una tempistica sbagliata, con delle mire sbagliate e nei modi sbagliati a dimostrazione del fatto che non sono mossi da un’azione politica ma per situazioni personali e in politica questo non paga. Dovrebbero per coerenza e per quanto dissero al momento della nascita del loro gruppo posizionarsi all’opposizione. Se loro avessero contestato al sindaco un andamento negativo della città e avrebbero chiesto un cambio nell’esecutivo il sindaco e il Pd avrebbero potuto e dovuto accettare il confronto, la richiesta fatta sulla sommatoria numerica nel rapporto consiglieri assessori rappresenta solo un pretesto perchè a quel punto non ci sarebbe solo il Pd ma anche e soprattutto la lista di Massimo La Porta che con tre consiglieri, in proporzione, ha molto di più rispetto al pd tra giunta, presidenza del consiglio, ruoli nell’Agropoli servizi, posti di lavoro ottenuti e via dicendo. Alfieri ha spazzato, via per il momento, la richiesta alla quale Adamo Coppola sotto ricatto avrebbe sicuramente risposto positivamente, ha salvato, per il momento il centro sinistra, e ha ridato il via libera alla ricandidatura di Adamo Coppola a sindaco, cosa che negli ultimi giorni, con La Porta alle costole, non sembrava più tanto scontata. Sergio Vessicchio

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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