AGROPOLI,TURISMO DI BASSA QUALITA’ I CITTADINI MERITANO DI PIU’ di Oscar Nicodemo
DI OSCAR NICODEMO-AGROPOLI. Quel che nemmeno lontanamente si può definire turismo, ad Agropoli ha assunto la forma di una colonizzazione delinquenziale che rovina su un territorio da deturpare e su una popolazione locale da schernire in maniera empia e feroce. Da anni, quella che è considerata, insieme a Capaccio Paestum, la porta aurea del Cilento, è preda della cattiva educazione e dei vandalismi di persone scarsamente civilizzate, a cui non si può certamente dare lo status di vacanzieri.
Iniziamo, sin da subito, a porci una domanda che risponde alle esigenze analitiche dell’argomento: può, una trasmigrazione stagionale di massa, che muove da una determinata area della Campania per stanziarsi in un territorio della stessa regione, essere qualificata come turismo?
Nella ripetizione temporale e nella costumanza delle modalità, un simile flusso vacanziero va assumendo, sempre più, le caratteristiche di una transumanza umana, che porta con sé regole e consuetudini della propria realtà di provenienza. La villeggiatura, in questo caso, valutata come corretta conoscenza e condivisione della bellezza del luogo scelto per trascorrervi le ferie, resta un concetto del tutto astratto.
Agropoli, da tempo, è preda di chiunque abbia l’esigenza sfrenata di consumare una vacanza in barba alle più elementari regole della convivenza civile, come se non fosse vero che la storia, la tradizione e la natura che la distinguono ne rappresentino un motivo di fascinazione raramente riscontrabile. Come se l’eleganza morfologica della sua posizione assurgesse a riserva naturale di balordi e fuorilegge e non si disponesse, invece, unicamente allo sguardo incantato degli amanti del creato. Come se Giuseppe Ungaretti non l’avesse ritratta nella sua opera “Il deserto e dopo”, Marguerite Yourcenar e Alexandre Dumas non avessero scelto il suo castello per ambientarvi, rispettivamente, “Anna Soror” e “La Sanfelice”, tanto per citare alcuni spettacolari esempi che conferiscono alla cittadina cilentana un blasone di tutto rispetto.Pare abbastanza evidente, quindi, che la cronaca attuale che la interessa sia un’aberrazione enormemente illogica, a sfregio della sua capacità di attrazione. Cavalli lasciati sciaguratamente per strada, o lasciati morire legati ad un albero, accoltellamenti, furti, zuffe, risse, incendi dolosi, rifiuti abbandonati qua e là, trogloditi che vanno in giro a torso nudo, rappresentano la “cartolina turistica” di quello che una volta era un rinomato riferimento tirrenico. Ne vale della stessa sopravvivenza dell’economia locale, oltre che del decoro di un territorio da considerarsi elitario dai più diversi punti di vista.Credo che l’istituzione di un’Agenzia Centrale che organizzi i fitti degli appartamenti liberi e delle case-vacanze sia, a questo punto, indispensabile per ripristinare il turismo che Agropoli merita, stabilendo criteri di selezione che non si basino su una discriminazione di tipo sociale o etnico, ma che prendano in considerazione una uniforme strategia dell’accoglienza, stabilendo parametri di educazione e senso civile che non scendano all’attuale livello di indecenza.Gli agropolesi e chi vi risiede stabilmente, hanno il diritto di pretendere interventi istituzionali a salvaguardia della qualità della vita comunitaria. Esporre un luogo tanto appetibile all’assalto di una colossale orda di sfrontati, camuffati da gitanti in permanenza prolungata, vuol dire desiderane la devastazione.Agropoli e coloro che l’hanno scelta per abitarvi perpetuamente perché ne amano il clima mediterraneo e ne rispettano la bellezza, meritano senza dubbio una politica migliore. Disattendere l’aspettativa vale come una condanna per tutto ciò che concerne il patrimonio culturale, turistico e ambientalistico della città. Prendere adeguatamente visione di un rischio del genere è già l’inizio di un piano per scongiurarlo.Oscar Nicodemo stiletv

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