Le banane agitate davanti al supermercato Deco dal mister Cianfrone e il Melone chiamato in panchina domenica scorsa durante la partita con la Volcei di Buccino durante la quale ha commesso, come al solito grossolani errori senza mai ammetterli, dimostra che il tecnico è alla frutta. E’ inutile ripeterlo sempre. Peccato che la società non abbia mai pensato, negli ultimi tempi, di sollevarlo. Sono tanti i messaggi arrivati che ne vorrebbero l’esonero ma ora non sembra in discussione. In passato lo è stato. Probabilmente il presidente ha deciso di tenerselo fino alla fine e speriamo che questa decisione non porti ad una resa del presidente Infante costretto poi a lasciare a fine stagione per le imposizioni sull’allenatore. Troppo importante Carmelo Infante per il proseguo del calcio locale. Si spera che la scelta di tenerlo sia solo frutto delle sue idee e che non ci siano intromissioni. E non siamo nemmeno convinti che la mancanza di pubblico sia colpa della presenza di Cianfrone in panchina e dei suoi amici intorno come ormai da tempo sentiamo dire in città.

La gente non va al campo perchè è disinnamorata in generale del calcio, ha altre distrazioni e il campionato di eccellenza non desta particolare interesse, sarebbe così anche in serie d comunque. Il momento per il calcio, non solo ad Agropoli, è molto difficile. Il pubblico in generale non sente proprie le squadre. A Vallo e Castellabate con due squadre di vertice in serie D nemmeno fanno registrare grosse presenze. Per dirla alla Cianfrone è alla frutta, il calcio dilettanti. Di Cianfrone almeno prendiamo le battute. Motivi però per andare alle partite ce ne sarebbero. Intanto per ammirare calciatori forti che sanno giocare a calcio, poi per rispetto ad una società guidata da Infante che sta rimettendo l’Agropoli in carreggiata e poi per applaudire un top locale. Vincenzo Margiotta il quale oltre ad essere un’icona del calcio agropolese, cilentano e salernitano è un ragazzo di 40 anni straordinario per come interpreta le partite. Per quello che fa vedere, per l’impegno, e per come trascina l’Agropoli andrebbe applaudito in ogni giocata. La sola sua presenza, con tutto il rispetto per gli altri, dovrebbe garantire la gente sugli spalti. Probabilmente l’ultimo ad avere un simile ruolo fu Nicola Volpe in campo, capitano e trascinatore, immagine dell’Agropoli negli anni ottanta insieme a Pisani. Qualche anno più indietro Pasquale Russo interpretò il doppio ruolo di capitano e agropolese seguito da Pasquale Santosusso. Negli anni settanta Lorenzo Margiotta era leader capitano dell’Agropoli. Anche Luciano Vessicchio tra la promozione(non c’era l’eccellenza) e la prima serie D ebbe un ruolo simile. Forse ce ne sfugge qualcuno, ma Margiotta a differenza dei suoi illustri predecessori, è una punta che fa i goal. E a 40 anni suonati entra di diritto nella gloriosa storia dell’Us Agropoli. Agropolese, capitano, punta, goleador e frontman. Gli agropolesi non hanno scuse, basta questo per andare la domenica allo stadio. Sergio Vessicchio

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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