21 Luglio 2024

BASKET A2, LANGFORD IL GRANDE BLUFF

E’ inutile che ci giriamo intorno, è inutile che facciamo giri di parole, è inutile che facciamo finta di non capire, uno dei grandi responsabili dell’ultimo posto in classifica è Langford. Avrà pure un curriculum importante ma di certo nella capitale del Cilento non lo ha dimostrato ne tanto meno messo a disposizione della squadra. E’stato anche facile prendere di mira il tecnico Finelli il quale non è esente da responsabilità sia per l’impiego sbagliato del giocatore e sia perchè troppe volte lo ha difeso. Langford è il terminale offensivo degli schemi e diventa a questo punto il grande limite del quintetto, contro Siena i minuti in cui lui stava in campo, la squadra oltre ad esprimersi meglio riusciva anche a ripartire in maniera più veloce difendendo con ordine e raziocinio. Scadente la percentuale dei rimpalli che recupera, ancora più scadente la percentuale delle realizzazioni nonostante i giullari di corte si affrettino a far notare i numeri di questo cestista lento, macchinoso e distruttivo. Va subito tolto dal cuore del gioco della squadra, magari utilizzato come ala vista la scadente propensione ad essere preciso. Perchè poi se si guarda bene all’organico questa non può essere una squadra da retrocessione, tutt’altro. Il coach nel dopo partita ha chiaramente ammesso i propri errori contrariamente a quanto ci veniva detto. Ha anche spiegato i motivi della rinascita che risiedono soprattutto nell’ormai compiuta completezza del roster e nella ritrovata unità d’intenti tra squadra, società e coach. Ci fanno ridere quei numeri freddi che chiamano statistiche dopo le gare, contro Siena i numeri erano tutti a favore di Agropoli ma se all’ultimo secondo, l’ex Tavernari non avesse sbagliato staremmo qui a discutere dell’ennesima sconfitta. A tratti i delfini giocano bene, fanno capire di non essere da retrocessione e di avere anche le carte in regola per fare un finale di stagione importante a patto che si isoli Langford e si punti su uomini come Dellas, Soloperte, Contente e quelli che vengono sacrificati per far posto a questo scarsone americano che prende 65.000 euro di ingaggio ma del quale non si vede la differenza da quando passeggia sul lungomare con il suo cane a quando gioca. Un lentone, in altri tempi l’avremmo chiamato un “mallardone”, incapace e senza nessun gallone per poter giocare in Serie A2 in questo momento. Un vero e proprio bluff e non ci vuole tanto a capirlo. Sergio Vessicchio

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