21 Luglio 2024

BATTIPAGLIA,DOMANI S’INAUGURA LA SANDRO PENNA A TAVERNA

BATTIPAGLIA. Tutto pronto per l’apertura nei prossimi giorni (la cerimonia prevista per oggi è stata rinviata a domani o eventualmente a data da destinarsi  causa dell’ondata di maltempo sulla città) della nuova sede dell’istituto comprensivo “Sandro Penna”, in via Parmenide. Cinque classi di scuola elementare, quindi di scuola media, palestra, laboratori, biblioteca: finalmente i bambini e i ragazzi del rione Taverna potranno avere una struttura adeguata, visto che, finora, erano dislocati in diversi edifici del rione, tra cui l’ex tabacchificio di via Rosa Jemma.Una vera e propria odissea, quella della “Penna”. Si cominciò nel 2012, quando l’amministrazione, all’epoca guidata da Giovanni Santomauro, riuscì a ottenere un finanziamento di 5,5 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti. Nello stesso anno partì la gara, con un importo a base d’asta di 3,5 milioni di euro. Ad aggiudicarsi l’appalto, con un ribasso del 10,13% sui lavori, del 10% sulle spese tecniche e del 36% sui tempi di consegna – 480 giorni anziché gli iniziali 760 – l’Ati (Associazione temporanea d’impresa) costituita dalle ditte battipagliesi Alter Costruzioni e Terralavoro Costruzioni s’aggiudicò l’appalto per la realizzazione della struttura scolastica in un’area tra via Bosco I e via Rosa Jemma.Il 31 dicembre del 2012, fu l’allora sindaco ad apporre simbolicamente la prima pietra. Poi, però, venne fuori che, su quei terreni, era in atto un contenzioso. E così i lavori si fermarono alla posa della prima pietra. Il Comune, nel frattempo, continuava a pagare le rate del mutuo per un lavoro che avrebbe dovuto veder la luce a settembre 2013. Nel 2014 arrivò la soluzione: a giugno, infatti, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata assegnò al Comune due ettari di terreno, a via Parmenide, confiscati alla criminalità organizzata, di proprietà della C&C, azienda riconducibile ad Antonio Campione, fino al sequestro nell’ambito del Processo California. E così Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone destinarono quei lotti di terreno alla “Penna”. Naturalmente, la delocalizzazione della struttura costrinse a rimodulare la spesa, e così l’Ati dovette stralciare alcune opere inizialmente progettate dall’architetto Antonio Parente, tra cui alcune fioriere e un auditorium, per un risparmio di 147mila euro. Inoltre, a pochi giorni dall’apertura del cantiere, nel terreno di via Parmenide, fu ritrovato un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale, e i lavori furono interrotti di nuovo.Quando poi si ricominciò a lavorare all’opera, fu prevista una riapertura a settembre 2016, ma non si rientrò nei tempi. Fu richiesta una proroga dei lavori fino alla prossima primavera, ma il pressing dell’attuale amministrazione, guidata dalla sindaca Cecilia Francese, ha consentito che l’inaugurazione avvenisse domani. Determinante è stato il lavoro dei tecnici comunali Angelo Mirra, Modesto Lembo e Marcello Malangone.La “Penna”, d’altronde, era in piena emergenza locali, visto che aveva dovuto abbandonare la storica sede di via Rosa Jemma dopo esser stata sfrattata per morosità dalla Litobox della famiglia Jemma, proprietaria dell’immobile,visto che il Comune non aveva pagato il fitto per più d’un anno e mezzo, accumulando un debito di oltre 140mila euro. Una storia lunga e piena di intoppi, compreso quello del maltempo che ha fatto slittare l’apertura ma stavolta per pochi giorni.Carmine Landi

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