17 Dicembre 2025

DELITTO VASSALLO, DAL DNA NIENTE PROVE SU DAMIANI

POLLICA – Non ci sarebbe il dna di Bruno Humberto Damiani sul luogo dove, il 5 settembre del 2010, fu ucciso il sindaco di Pollica Angelo Vassallo. La notizia non ha avuto ancora conferma ufficiale ma circola con insistenza negli ambienti investigativi, che per provare a imprimere una svolta all’inchiesta aspettano adesso l’esito degli esam i genetici su altre 94 persone a cui il prelievo del dna è stato eseguito agli inizi di agosto. Su Damiani il test era stato effettuato alcuni mesi prima in carcere, dove sta scontando la pena per una tentata estorsione avvenuta nel mercato ittico, e il risultato non ha dato agli inquirenti la conferm a in cui speravano. Il “brasiliano” (come è soprannominato per le origini sudamericane) resta indagato per l’omicidio, ma al momento non sarebbero emersi ulteriori indizi per consentire di emettere nei suoi confronti una misura cautelare. Così, salvo colpi di scena, il 35enne potrebbe uscire dal carcere nei prossimi mesi, quando avrà finito di scontare la condanna e forse prima che scada, nel 2018, l’ultima proroga concessa alle indagini per l’omicidio. La Direzione distrettuale sta cercando elementi per chiudere il cerchio prima di questa scadenza, o almeno per chiedere un ’ulteriore proroga in virtù di nuovi dettagli da approfondire. Anche per questo si attende l’esito degli ulteriori esami genetici, che circa un mese fa sono stati eseguiti su tutti coloro che nelle ultime ore di vita possono essere stati a contatto con Vassallo, compresi i familiari e i collaboratori più stretti, tra cui l’attuale sindaco Stefano Pisani. I loro profili servivano per il confronto con quelli trovati sul luogo dell’omicidio, sull’automobile della vittima e a terra. Secondo le indiscrezioni si vuole capire se oltre a codici genetici spiegabili con la frequentazione abituale ve ne fossero altri senza giustificazione, che potrebbero appartenere all’assassino. Per ora Damiani resta indiziato di essere l’esecutore materiale del delitto, colui che ha esploso contro Angelo Vassallo nove colpi da una pistola 9×21 baby tanfoglio che non è mai stata ritrovata. Se è l’assassino, non avrebbe però lasciato sul luogo dell’omicidio la sua firma genetica. A luglio il procuratore aggiunto Rosa Volpe e il sostituto Marco Colamonici h an ­ no voluto interrogarlo di  nuovo, il colloquio è stato secretato m a si sa che il “brasiliano”, assistitio dall’avvocato Michele Sarno, ha continuato a negare ogni coinvolgimento nella vicenda, smentendo anche di aver avuto con il sindaco (che ne ostacolava l’attività di spaccio ad Acciaroli) quel litigio che per gli inquirenti potrebbe avere innescato la sua reazione furiosa. Da circa un anno l’inchiesta si è allargata anche a possibili complici, con cui l’omicidio potrebbe essere stato deciso. Damiani non è più l’unico in ­ dagato, ma risponde dell’imputazione provvisoria di omicidio in concorso con altre persone, la cui identità viene mantenuta riservata. Si sa solo che nel corso degli interrogatori gli è stato chiesto di chiarire i rapporti con due napoletani di Secondigliano (ritenuti fornitori di droga) e due albergatori di Acciaroli, che nei giorni prima e dopo il delitto sarebbero entrati più volte in contatto, insieme a lui, con i grossisti di stupefacente. Clemy De Maio

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