19 Luglio 2024

IL CILENTO BALLA!VENERDI’ 24 MARZO UN PARTY SENZA PRECEDENTI AL DELIRIO HABANERO/SPECIAL DJ GUEST FRANCESCO MIELE

Il Cilento balla! Venerdì 24 Marzo un party senza precedenti al DelirioHabanero / Special DJ Guest FRANCESCO MIELE È questione di giorni ormai per il party che si terrà questo venerdì al Delirio Habanero ad Omignano Scalo (Precisamente: Via Ponti Rossi, 84050 Lustra) Un party senza precedenti perchè sarà proprio il primo evento targato #Tech_Friday_Expercience. Un progetto che è partito dalla voglia di cambiare un pò ritmo alle solite serate in giro per il Cilento. Il nostro amico di AGROPOLINEWS, Gianpietro Di Fiore, non che organizzatore del Tech_Friday_Expercience in sintonia con il gruppo “Beautiful People Eventi” ci hanno davvero fatto capire quanta passione, professionalità e buona musica c’è dietro questo nuovo progetto che pian piano si muoverà in giro per il Cilento proprio a partire da questo venerdì, al #DH dove a dividere la consolle con il DJ guest FRANCESCO MIELE ci saranno DJs della zona con vari stili diversi, a partire dalla Deep House con Tony Giuliano in B2B con Alex Caporale, salendo man mano di ritmo e battiti con Emy Elle, la techno di Giuseppe Grombone accompagnato alle percussioni live di Giovanni Rizzo. Ma chi è Francesco Miele? Andiamolo a conoscere meglio in questa intervista di orticalab.it

Francesco, quando è nato il tuo amore per la musica?

«Ho sempre amato la musica e sin bambino ascoltavo i programmi radiofonici più disparati raccogliendo quelle che erano le hit del momento. Mi incuriosiva il fatto che la musica fosse un universo potenzialmente illimitato da solcare con la mia fantasia. Da lì a poco cominciai ad esplorare tutta la musica non fermandomi più al semplice disco dell’estate ma avventurandomi anche e soprattutto fra i grandi nomi dei quali avevo sentito parlare. Fu così che decisi di abbracciare la musica nella sua totalità diventando appassionato di jazz,pop,hip hop, blues fino ad arrivare alla dance, all’house, alla techno» Quando avvenne la svolta?

«Tra il ’98 e il ’99, quando per la prima volta ascoltai un mixtape di una serata Angels of Love a Napoli. Gli anni dell’ house music, gli anni di “Finally” , “Keep pushin” , “Music sounds better with you” giusto per citarne qualcuno. Di lì a poco cominciai a frequentare i primi club e nel 2007, con tutta la mia comitiva storica, decidemmo di andare in quella che tutti definivano una meta immancabile per coloro che amano la musica: Ibiza. GIrammo tutti i club più famosi: Space, Amnesia, Pacha, Privilege, Dc10, ogni giorno 5 o 6 serate diverse, ognuna con un dj tra i più forti del mondo. Un’esperienza che fece nascere il sogno di vivere facendo il dj» .

Che vuol dire oggi fare il dj?

«Oggi vivere col ricavato di una passione simile non è una cosa semplice: ci sono tanti costi di strumentazione e soprattutto di potenziamento delle proprie skills. Credo che come ogni attività che mira ad ottenere l’eccellenza i frutti non possano vedersi in poco tempo: c’è bisogno di costanza e dedizione. Rispetto agli anni scorsi, tra l’altro, è diventato più difficile emergere, la competizione è aumentata a dismisura e ognuno esprime il suo concetto di musica come può. Io guardo con attenzione a chi ce l’ha fatta senza mai voltarmi indietro».

Qual è l’elemento caratteristico della tua musica?

«Io credo che il concetto portante di ogni genere musicale sia la capacità di abbattere i divari sociali di ogni tipo. Un senso di fratellanza ispirato ai principi tipici di luoghi di culto come lo “studio 54”. Ognuno nel club è libero di essere se stesso: non importa il colore della pelle o l’estrazione sociale, nel club siamo tutti fratelli e sorelle un po’ come succede o dovrebbe succedere all’interno di una Chiesa fra credenti. “Respect and be yourself”: E’ questo il motto che ripeto sempre».

Cosa ci vuole per essere un dj di successo?

«Un dj di successo deve avere passione, dedizione e soprattutto carisma. Gli ostacoli sono davvero tanti ma la voglia di raggiungere l’obiettivo deve prevalere su tutto il resto. Tante volte ho pensato di lasciare la presa perché tutto si faceva troppo complicato, ma mi bastava chiudere gli occhi e pensare di trovarmi dietro la console per sentir riaffiorare in me quel fuoco che ancora oggi mi dà la forza di non mollare mai» . Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

«In passato mi sono spesso ispirato a Carl Cox mentre oggi sono più proiettato a scoprire nuovi artisti e nuove sonorità che possano rendere il mio sound unico. Diciamo che amo le mie radici e la cultura tipica del sud: noi meridionali abbiamo il sorriso sempre stampato in faccia anche quando fuori tutto va a rotoli. Qui certo tante cose non funzionano, ma proprio il non possedere nulla deve essere a mio avviso la molla che spinge a impegnarsi per ottenere tutto quello che enti di meritare». Quali sono le problematiche più gravi che un giovane deve affrontare per emergere qui in provincia?

«I bisogni più sentiti fra i ragazzi sono sicuramente quelli relativi al lavoro che oggi scarseggia in modo evidente. Sempre più giovani sono costretti a lasciare il proprio paese che ahimè non ha nulla da offrire. Avremmo bisogno di progetti consistenti, di qualcosa che scuota tutti dalla triste situazione attuale. Siamo un popolo vivace e intraprendente e sono sicuro che ognuno a suo tempo riuscirà, nonostante le tante difficoltà, a trovare il suo percorso di vita: il più bello che gli possa capitare» .

INGRESSO: 10€+Drink Info/TavoliChampagneria 3336262967 Gianpietro – 333 9360350 Giuseppe Ferrazzano

 

 

About Author