21 Maggio 2024

L’AGROPOLI E’ IN FINALE AREVALO LA SPINGE FINO IN FONDO 2-2

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Il 2-0 a zero dell’andata ha retto fino al 2-2 e ha consegnato alla finale l’Agropoli per la terza volta in 5 anni. La finalissima è sicuramente un traguardo sperato ma difficle da raggiungere. Il cambio di marcia da noi suggerito all’allenatore ormai in bambola per tutto il girone di ritorno ha cambiato il senso e il corso dell’annata. Finiti gli esperimenti, le formazioni senza senso, limitati i bidoni arrivati a dicembre, inseriti i giocatori veri e non le mezzze cazette l’Agropoli ha trovato nei play off e nella fase nazionale quella continuità che era mancata nel girone di ritorno durante il quale ha vinto solo 3 volte. Una squadra che vince 3 partite su 4 ai play off ne aveva vinto solo 3 in tutto il girone di ritorno. C’erano errori marchiani, c’era un confusione enorme, l’allenatore era andato in bambola e in una confusione mai vista.

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Tornato tutto alla normalità con il 3-5-2, riportato De Sio a centrocampo, messo Salerno in campo un autentico fuoriclasse della categoria è stato facile arrivare in finale. In pratica tutte le contestazioni che facevamo al tecnico e lui faceva finta di non capire, rispondeva mentendo sapendo di mentire con la complicità di una comunicazione monnezza la zavorra dell’us Agropoli. Ci voleva poco a capire che bisognava giocare con il 3-5-2 almeno fino alla partita di andata con l’Isernia. La gara in Molise ha avuto lo stesso canovaccio di quella dell’andata. L’Agropoli si è limitato a studiare gli avversari, ha subito anche il goal ma poi ha recuperato, ha segnato ancora prima di subire il goal di Negro. Natiello su rigore  per un fallo su Arevalo e Abayan su assist di un mostruoso Arevalo gli autori dei goal. In pratica in 4 partite 9 goal fatti e 2 subiti. I delfini hanno perso anche Giordano cambiando di fatto all’ultimo momento formazione e piani tattici. La squadra ha risposto bene. Il presidente Infante ha avuto ragione questo risultato è molto merito suo. Ora la finale, la gara di oggi non deve essere un punto di arrivo, sarebbe un errore giudicarla tale, ma un punto di partenza. Si va a giocarla con la consapevolezza di averla meritata, la si può vincere ma anche perdere ma si deve dare tutto. partendo dal 3-5-2. Questa volta il grazie a tecnico e calciatori è d’uopo.  Ora il sorteggio, poi il problema atavico dell’atletica sullo stadio di Agropoli, Sergio Vessicchio

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