29 Maggio 2024

OGLIASTRO CILENTO, GLI NEGANO I FIGLI DA UN ANNO PAPA’ CORAGGIO DI AGROPOLI VA DAVANTI ALLA SCUOLA CON PALLONCINI E CUORI PER VEDERLI “PAPA’ C’E’/IL RACCONTO

L’auto ferma davanti alla scuola
La nonna paterna dei bambini in attesa di vederli davanti alla scuola

La storia è triste, toccante e solo a raccontarla mette un’angoscia esagerata. Lui è un uomo di Agropoli Giovanni C. separato e padre di tre bambini gemelli di 12 anni. Da oltre un anno la ex moglie non gli fa vedere i figli, tre bambini, non li fa vedere nemmeno alla nonna paterna. L’uomo è in preda alla disperazione totale avendo avuto, come e afferma, sempre ragione nelle cause intentate contro la sua ex moglie. Ha deciso di partire all’attacco per cercare di riabbracciare i piccoletti.

 La storia è triste e dimostra come è difficile rapportarsi e come i figli subiscano spesso la separazione dei propri genitori. E come aveva deciso Giovanni C. il primo giorno di scuola è andato a Ogliastro Cilento davanti all’istituto dove frequentano per cercare di vederli. Ha tappezzato la sua auto con messaggi, palloni e cuori e insieme alla nonna paterna, sua madre, ha aspettato di vedere i suoi bambini i quali da un anno gli vengono negati. Questo il suo racconto: “Ho aspettato fino ad oggi perché è il primo giorno di scuola, e per vedere e salutare i miei 3 figli gemelli, sono andato presso la Scuola Media di Ogliastro Cilento, perché mi viene impedito di contattarli e vederli, nel mio sacrosanto diritto non solo di essere padre, ma anche di esercitare il mio Diritto di visita dei bambini nei giorni e negli orari prefissati dal giudice, con apposito decreto nell’ambito del procedimento civile di divorzio.

Ovviamente, come capita a molti padri separati, i figli vengono utilizzati e strumentalizzati dalla madre, è un continuo lavaggio del loro cervello contro di me, li ha talmente manipolati che adesso sono loro che non vogliono venire da me, e ovviamente in questo la madre ci mette del suo, per continuare a mantenere lo status quo e non farli venire. Questo si chiama “Alienazione parentale”, che non è un concetto soltanto psicologico, ma anche legale, come tu saprai. Per non dilungarmi, stamattina sono andato a scuola (frequentano la 2^ media) non solo per vederli e tentare di abbracciarli, ma anche per inviare loro un messaggio di amore e di vicinanza, sotto l’insegna del logo “Papà c’è”, che ho mutuato da altre iniziative di associazioni di papà separati, che vivono lo stesso dramma. Come vedi dalle foto, ho legato 3 grandi cuori gonfiabili sul tettuccio della macchina (1 rosso e 2 blu, una femminuccia e 2 maschi) e una serie di immagini con la scritta Papà c’è, Non toglietemi mio padre, Orgoglioso di essere papà, ecc., proprio per fare rimanere nella loro memoria che io comunque ci sono e sarò sempre presente accanto a loro. Tengo a precisare che ovviamente io esercito pienamente la patria potestà sui bambini, io sono sempre responsabile di loro anche se la madre mi ha estromesso dalla loro vita, e anzi ad oggi tutte le sentenze sono a mio favore. Sono sempre disponibile a farle vedere. Dalla separazione in poi, la mia ex moglie ha sempre cercato di ostacolare il mio rapporto con i bambini, fino ad alienarli, impedendomi di incontrarli, con la solita scusa che sono loro che non vogliono vedermi. Questa situazione si è acuita soprattutto dopo le prime sentenze a suo sfavore, principalmente riguardanti richieste economiche spropositate che il Tribunale ha puntualmente respinto. L’accanimento economico contro di me, non avendo dato i suoi frutti, sì è trasformato in comportamenti vessatori ed ostruzionistici, utilizzando i bambini e strumentalizzandoli, con il risultato che nessuno della mia famiglia (nonna, zii, cugini) possono vedere o parlare con i bambini. La prossima udienza del Tribunale è fissata per febbraio prossimo, causa allungamento dei tempi per il Covid, e siamo fiduciosi. Nel frattempo, io non posso esercitare il diritto di essere padre, e i miei figli non hanno più il diritto di avere un padre!!!


Voglio chiudere con una notizia confortante: stamattina, davanti alla scuola, la mia iniziativa ha destato interesse tra i genitori che accompagnavano i bambini, molti non si aspettavano una iniziativa del genere. Alla fine, prima di andare via, un gruppo di mamme appartate mi hanno detto queste parole: “Comunque complimenti, sei un papà coraggioso”. Ho apprezzato molto, significa che il messaggio è arrivato anche a loro, perché sicuramente conoscono molto bene questa situazione. Caro Sergio, grazie della tua disponibilità, se ritieni che questa mia storia può essere utile ad altri padri separati che non vedono i propri figli, puoi divulgarla,  farò di tutto per rimanere vicino ai miei figli, fino a quando non emergeranno Giustizia e Verità.” Giovanni C, questa mattina poi è riuscito a vedere i suoi bambini insieme alla nonna ma l’incontro ha avuto risvolti ancor più spiacevoli per il papà e la nonna: ” Li abbiamo visti per due minuti -afferma Giovanni C. – io ho cercato di abbracciarli ma si divincolavano, la stessa cosa con la nonna. È triste ma siamo fiduciosi”.
Siamo sempre pronti, giustamente a stigmatizzare il comportamento degli uomini quando sbagliano, questa donna sta davvero avendo un comportamento giusto? Sta facendo bene a negare i figli ad un padre? La giustizia faccia il suo corso ma intervenga laddove è possibile per evitare certe situazioni. Chi restituirà l’amore mancato dei figli al padre? Il tempo passa, i bambini crescono perchè la giustizia ha i suoi tempi, se questa donna sta sbagliando s’intervenga presto a tutti i livelli. Sergio Vessicchio

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