16 Aprile 2026

PARTITO DEMOCRATICO LUCIANO PRENDE QUOTA MA I GIOCHI SONO APERTI

Giochi aperti per la successione alla segreteria provinciale del Partito democratico. La pausa agostana è stata propizia, per taluni, per “inquinare i pozzi” mettendo in piazza, per l’ennesima volta, frizioni all’interno del partito. Una cosa che pare non sia stata gradita dal governatore Vincenzo De Luca. Insomma la decisione del segretario Nicola Landolfi –dopo sette anni – di voler cedere il passo alle nuove generazioni, pare abbia destabilizzato non poco. Il successore naturale (già indicato da tempo) dovrebbe essere Enzo Luciano. Trentacinque anni, avvocato penalista, responsabile organizzazione del partito provinciale, capo staff del sindaco Enzo Napoli nonché amministratore unico di Salerno Sistemi. Luciano è uno che è cresciuto all’interno del partito lavorando anche e soprattutto al buon esito delle amministrative di Salerno e provincia. Ed è proprio all’interno della segreteria che con il tempo ha conquistato i galloni che gli hanno aperto le porte di ruoli particolarmente delicati. Così come il lavoro che sta svolgendo a Palazzo di Città – dove spesso ricopre il ruolo di pungiball –. Lavoro che pare sia stato molto apprezzato dalle parti di Palazzo Santa Lucia. Contattato, Luciano non ha voluto rilasciare commenti, riferendo che «come uomini di partito, siamo sempre a disposizione».
Insomma tutto dovrebbe filare liscio se non fosse che gli appetiti all’interno del Pd sono in crescita. Lo sono soprattutto dopo il referendum del 4 dicembre dove la macchina dem salernitana ha avuto, per la prima volta, una battuta d’arresto tanto da perdere parte della sua autorevolezza e agibilità politica. In molti, all’interno del partito, hanno spinto sul pedale del presunto “familismo” deluchiano per costringere il governatore a una politica meno radicale. A farlo, anche e soprattutto chi, pur remando nel solco della tradizione, punta spesso i piedi a terra. E così, proprio quel cambio generazionale tanto auspicato nelle ultime campagne elettorali, stenta a decollare.
E questo favorisce chi, sulla segreteria provinciale, cerca di allungare lo sguardo. Da una parte quello dell’ex sindaco di Agropoli, Franco Alfieri– sempre determinato a candidarsi alla Camera malgrado l’incarico avuto a Palazzo santa Lucia – che intenderebbe piazzare i suoi, se non sulla sedia più alta, almeno nei rami strategici della segreteria. Così come i deputati Tino Iannuzzi e Antonio Cuomo, che potrebbero non vedere di buon occhio una successione così scontata. Intanto la road map è già fissata. Dopo le regole votate dalla direzione nazionale del Pd si è aperta ufficialmente la corsa. Il voto, anche nella nostra provincia, ci sarà a ottobre (tra il 12 e il 22) e potranno votare gli iscritti 2016 e tutti i nuovi tesserati entro il 25 settembre 2017. Entro il 2 ottobre dovranno essere presentate le candidature e qui si aprirà la partita vera e propria.
Prima di allora, per evitare fibrillazioni, potrebbe essere anche chiesto a Landolfi di ricandidarsi. Pare che le diplomazie siano già a lavoro. In ogni caso, chiunque dovesse sedere sulla poltrona di segretario, sarà chiamato a gestire una delle fasi più delicate: le future Politiche, con la scelta dei candidati (ma qui molto lo dirà la legge elettorale). Ma il neo segretario dovrà mettere mano anche agli equilibri di Palazzo di Città, forse la rogna peggiore per chi, al Comune, ha altri progetti. Insomma una cosa sembra essere chiara, da ottobre si aprirà una stagione politica intensa in casa Pd. Carlo Pecoraro

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