PROF RINUNCIANO ALLO STIPENDIO “NON POSSIAMO LAVORARE AL NORD”
Pur di non fare le valigie hanno deciso di rinunciare allo stipendio. Troppo dura separarsi dalle famiglie e dai figli per trasferirsi in una scuola del nord, per giunta in età molto avanzata. In soli nove giorni di servizio a partire dall’1 settembre, già 50 insegnanti di Salerno hanno presentato richiesta di aspettativa annuale senza retribuzione per motivi familiari. Altre decine di docenti stanno valutando in questi giorni di presentare istanza di aspettativa con congelamento dello stipendio. E c’è chi sta pensando clamorosamente al licenziamento. Si, avete capito bene, al licenziamento. Una docente salernitana si è rivolta in questi giorni ad un sindacato chiedendo informazioni sulle modalità di dimissioni. Insomma, va peggio del previsto dopo lo stop a centinaia di domande di assegnazione provvisoria annuale che non sono state autorizzate dall’Ufficio scolastico provinciale per mancanza di posti in provincia. Su 2.165 domande di avvicinamento annuale presentate da insegnanti di ruolo titolari al nord, quindi in Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, solo 700 sono state le autorizzazioni. Quindi 2 docenti su 3 hanno avuto uno stop pesante alle domande di avvicinamento. Da qui il vero e proprio dramma delle divisioni familiari che ha indotto i primi 50 docenti titolari in organico dal Lazio in su a chiedere congelamento del posto. Le istanze curate dagli sportelli sindacali del salernitano hanno interessato principalmente maestre delle scuole elementari con figli ma anche professoresse. Sono infatti principalmente donne a chiedere il congelamento del posto per un anno per non sobbarcarsi una annata di viaggi o di affitto al nord. Gianluca Sollazzo


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