SCAFATI,NASCONDEVANO LA DROGA IN BARCA NEI GUAI 3 INSOSPETTABILI

SCAFATI. Importavano dal Sudamerica all’Italia ingentissimi quantitativi di droga, via Spagna, trasportandola a bordo di imbarcazioni munite di doppifondi. Questa l’accusa ai tre insospettabili indagati finiti in carcere oggi nell’ambito dell’operazione “Scugnizza”, dal nome della barca a vela su cui il 24 Luglio di tre anni fa la Squadra Mobile di Napoli e la Polizia Spagnola sequestrarono 680 chilogrammi di cocaina. I destinatari della misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richista della Direzione distrettuale antimafia, sono i fratelli Raffaele e Giuseppe Maurelli, 46 e 44 anni, imprenditori originari di Castellammare di Stabia ma residenti a Scafati, e Paolo Del Sole, 39enne originario di Torre del Greco e titolare di una rivendita di autovetture nella città dell’Agro. Sono tutti incensurati e ritenuti organizzatori ed i finanziatori del tentativo di importazione del carico di stupefacenti sequestrato nel 2014 ad Aguilas, nei pressi della città spagnola di Murcia. I Maurelli, proprietari di una tabaccheria a Torre Annunziata, sono anche titolari di diverse società tra Scafati, San Giuseppe Vesuviano e Torre Annunziata, operanti principalmente nel settore dell’edilizia. Eseguito anche un ingente sequestro di beni mobili ed immobili riferibili agli arrestati, nell’operazione condotta dalla squadra mobile partenopea, supportata da personale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, del Servizio Centrale Operativo e con la collaborazione di personale dell’Unidad de Drogas Y Crimen Organizado di Madrid. Nella ricostruzione degli investigatori la barca “Scugnizza”, partita dal porto di Napoli a febbraio del 2014, aveva raggiunto il Venezuela per poi fare rotta verso la Spagna dove era stata intercettata dalla Polizia. In quell’occasione eano stati arrestati gli skippers, i fratelli Andrea e Francisco Lopez, e Bartolo Di Massa, 46enne originario di Castellammare di Stabia ma da anni residente a San Giustino, nel Perugino. La droga sequestrata, che sarebbe stata successivamente destinata all’Italia, avrebbe avuto un valore di oltre 115 milioni di euro una volta immessa sul mercato degli stupefacenti. «I successivi approfondimenti investigativi disposti da questa Direzione Distrettuale Antimafia – afferma una nota del procuratore aggiunto Filippo Beatrice – hanno consentito di individuare uno strategico canale di approvvigionamento di droga che consentiva di saturare ampie fette del mercato di cocaina nel territorio nazionale. In tale contesto si è accertato come le holdings di narcos abbiano avviato il trasporto di ingenti partite di droga, in particolare cocaina, acquistate in nazioni dell’America latina, a bordo di imbarcazioni private in grado di trasportare fino a due-tremila chilogrammi di cocaina per volta». Questi i beni a cui sono stati apposti i sigilli nel corso dell’operazione: compendio e patrimonio aziendale relativo a 2 società di costruzioni a responsabilità limitata, una tabaccheria ed una concessionaria d’auto, tutte situate tra Scafati, Torre Annunziata e San Giuseppe Vesuviano; 6 appartamenti ubicati nei Comuni di Scafati, Montecorice e Castellammare di Stabia; 1 villa ubicata a Scafati; 5 autorimesse ubicate a Scafati e Castellammare di Stabia; 4 depositi/locali commerciali ubicati a Scafati;9 autoveicoli e motoveicoli; 18 c/c, fondi e depositi bancari; vari appezzamenti di terreno siti in Pollica (SA), lungo la strada che da Acciaroli conduce al centro di Pollica, all’interno di una Riserva Naturale Paesaggistica.Gianmaria Roberti

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.