11 Ottobre 2026

US AGROPOLI TENSIONI ALL’INTERNO DEL SETTORE GIOVANILE

US Agropoli, il caso juniores fa discutere: dopo il lavoro di Volpe torna l’incertezza, la società chiamata a difendere il progetto

Nel settore giovanile dell’US Agropoli torna a respirarsi aria di tensione. Al centro della discussione c’è la juniores, una squadra che negli ultimi giorni aveva iniziato a ritrovare entusiasmo grazie al lavoro di mister Gennaro Volpe e dello staff composto da Antonio “Caciotta” Inverso, Vincenzo Marino e Aldo Astone.

La novità che sta facendo discutere riguarda la volontà di Gennaro Russo di prendere la guida della squadra, nonostante il percorso fosse già stato affidato a mister Volpe. Una situazione che ha riacceso il dibattito all’interno dell’ambiente biancazzurro.

Secondo quanto raccolto tra alcune persone vicine al settore giovanile, il lavoro svolto da Volpe avrebbe permesso di avvicinare nuovi ragazzi alla società, ricostruendo gradualmente un rapporto di fiducia con le famiglie. Un aspetto fondamentale, perché nel calcio giovanile prima ancora dei risultati contano credibilità, serenità e la capacità di trasmettere un progetto chiaro.

Ed è proprio su questo punto che nasce la contestazione di una parte dell’ambiente: secondo alcuni, molti ragazzi difficilmente avrebbero scelto di avvicinarsi all’US Agropoli se avessero saputo fin dall’inizio che la guida tecnica sarebbe stata affidata a Russo.

Una percezione che deriva, sempre secondo i suoi critici, da una mancanza di consenso nei confronti della sua figura e da vecchie discussioni legate alla gestione del settore giovanile.

Il tema, però, non riguarda soltanto la fiducia. C’è anche un aspetto tecnico: nel calcio moderno allenare un gruppo giovanile richiede preparazione, competenze specifiche, capacità di lavorare con i ragazzi e una metodologia precisa. Per molti addetti ai lavori, il ruolo dell’allenatore non può essere affidato soltanto al nome o alla posizione ricoperta, ma deve essere legato alle reali capacità dimostrate sul campo.

Il pallone è cambiato, così come è cambiato il modo di formare i giovani calciatori. Servono figure preparate, capaci di costruire un percorso e non soltanto di gestire una squadra.

Oggi la società si trova davanti a un bivio importante. Da una parte c’è uno staff che ha iniziato un lavoro di ricostruzione e di avvicinamento dei ragazzi al progetto; dall’altra una scelta che rischia, secondo alcuni osservatori, di riportare nuovamente instabilità in un settore che avrebbe bisogno soltanto di continuità.

La proprietà deve fare una scelta per il bene dell’US Agropoli e del futuro dei suoi giovani. Il settore giovanile non può essere terreno di continui cambiamenti o divisioni interne.

Perché i ragazzi hanno bisogno di certezze, le famiglie hanno bisogno di fidarsi e la società ha bisogno di un progetto chiaro.

Passano gli anni, cambiano le stagioni, ma se gli errori di gestione si ripetono il rischio è sempre lo stesso: perdere entusiasmo, perdere ragazzi e allontanarsi dal territorio.

Ora serve una decisione definitiva. Una scelta che metta davanti a tutto il bene dell’US Agropoli e non gli interessi dei singoli.

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