16 Marzo 2026

US AGROPOLI,IL SINDACO ANNASPA SQUADRA PRONTA A RIPARTIRE MA CI VUOLE AIUTO

Si è appena conclusa una stagione difficilissima con una stentata salvezza nei play out e ne sta per cominciare un’altra e già tante difficoltà presenta anche se il triumvirato al vertice con Mondelli -Infante-Cerruti  potrebbe portare la squadra in serie c per la forza, la competenza e i programmi. Ma ad Agropoli anche la società più forte trova difficoltà. Innanzitutto lo stadio, ci fanno politica ed è, come diciamo da tempo, un fornitore di voti per questo e quel politico con i soliti noti a mettere il bastone fra le ruote all’Agropoli. Dovrebbe essere facile fare calcio con un impianto come il Guariglia e invece è il primo ostacolo, è un nemico dell’Agropoli perchè chi gestisce la cosa pubblica è nemico dell’Us Agropoli. Poi gli sponsor, le squadre minori con l’aiuto di politici e faccendieri vanno da quei pochi che possono contribuire e si fanno dare i soldi prima che arriva l’Agropoli tenuta volutamente in un cantuccio e ostacolata a tutto tiro. Ognuno ha costruito il proprio orticello e per loro l’Agropoli è un ostacolo. Troppe sono le incongruenze. E’ vero l’Agropoli ha i suoi debiti con il passato ma ora tutto è stato quasi risolto con un accordo verticistico tra Cerruti, Infante e Mondelli e il sodalizio è solido per ripartire. I nemici e gli avversari l’Agropoli non li ha durante le partite ma sono assiepati nelle stanze del municipio dove si continua a tramare contro l’US Agropoli. Il sindaco è messo in mezzo da un gruppo di faccendieri e non mantiene le promesse. Di tifosi manco a parlarne, non c’è più la piazza e queto non aiuta il gruppo dirigenziale.

Come già anticipato per le vie brevi, il risultato di numerosi incontri con il primo cittadino non hanno portato a nessun risultato fino ad adesso! Cerruti, Infante e Mondelli chiedono chiarezza al primo cittadino, a quanto pare sono stanchi delle critiche e delle continue lamentele dei tifosi di quei pochi sostenitori rimasti.
E’ stato un miracolo sportivo salvare la squadra da una retrocessione certa e si è stati troppo superficiali a luglio scorso ad affidare la squadra a degli sprovveduti che hanno lasciato debiti e fatto tanti guai, mai così in basso  era finita la  società sportiva così gloriosa. 
Tra i vari problemi  la gestione degli impianti come al solito non è chiara, tra poco inizieranno i lavori al Torre e il Guariglia non è adatto, fra l’altro, nelle condizioni ideali per gli allenamenti settimanali e quotidiani, quindi l’Agropoli paradossalmente è senza campo, è assurdo.
Amministratori e funzionari sono parti attive di altre società calcistiche e questo fa sì che non si ha un obbiettivo comune e il bene della dell’US Agropoli. La pazienza ha un limite e la società pur solida  e forte è tenuta in ostaggio dal sindaco e da chi lo circonda. 
Lo stesso  sindaco Mutalipassi insieme alla Bandiera Serrapede (forse l’ultima vera bandiera) sono rimasti soli a cercare di trovare una soluzione vista la disaffezione dei tre imprenditori, entro il 24 luglio la squadra dovrà iscriversi e quindi pagare le vertenze della stagione 23/24, stagione sciagurata senza una guida e con società vecchie  che hanno  stipulato contratti senza nessuna copertura finanziaria ed in totale autonomia per favorire questo e quel procuratore e tesserare vecchi bidoni forse per ritorni personali.  A quanto pare i tre imprenditori non sono disposti a pagare un debito fatto da altri, il sindaco, i tifosi e la città devono dare il loro contributo se vogliono salvare il secondo titolo calcistico più longevo d’Italia.
E’ un peccato perché i 3 imprenditori uniti potrebbero davvero garantire un campionato da vertice.
Magari un segnale della città dei tifosi potrebbe far ritornare l’entusiasmo agli imprenditori, ma ci vuole impegno, partecipazione e buona volontà, forse amore per la squadra, sentimento perso e di cui la squadra ha bisogno. Il sindaco si dia da fare, trovi chi paga i debiti che anche per colpa sua sono stati fatti e dia un segnale, insieme alla tifoseria, al trio Cerruti-Infante-Mondelli. Sarebbe un peccato perdere questa occasione. Sergio Vessicchio

About Author