21 Luglio 2024

VALLO DELLA LUCANIA,PRETE CHIESE ALL’AMANTE DI ABORTIRE ANCORA DICE MESSA LA DENUNCIA DEL MARITO CORNUTO

VALLO DELLA LUCANIA. Parroco chiede all’amanta di abortire. E’ questa l’accusa sulla cui veridicità è chiamato a decidere il tribunale Ecclesiastico Campano. La vicenda risale al 2012: stando a quanto racconta il fascicolo d’indagine un parroco della Diocesi avrebbe intrecciato una relazione con una parrocchiana già sposata e poco più che 30enne, di nome Giovanna. La storia sarebbe andata avanti per mesi, poi il colpo di scena: la giovane resta incinta. Il parroco, sempre stando alle denunce, sconvolto per la notizia e preoccupato per la sua sorte, avrebbe chiesto alla donna di interrompere la relazione e la gravidanza. La notizia, però, circola, si diffonde velocemente e arriva anche al marito Antonio. Proprio lui deciderà di raccontare la vicenda prima al Vescovo e poi al Tribunale Ecclesiastico. «Sì – dice l’uomo – mia moglie rimase incinta. Non sapevo ancora nulla, il parroco voleva farla abortire, cominciò a minacciarla… Alla fine la gravidanza l’ha interrotta ma per fortuna c’ero io che le sono sempre stato accanto». «Non potevo credere che dopo tutto quello che era successo il parroco rimanesse al suo posto, come se niente fosse, a dire messa tutti i giorni e ad accogliere i fedeli. Mi sembrava assurdo. Così mi rivolsi al vescovo di Vallo della Lucania che, dopo avermi ascoltato, non fece praticamente nulla. O meglio: si limitò a spostare il sacerdote in un’altra chiesa a pochi chilometri da lì dove, tra l’altro, ricopre tutt’ora il ruolo di vice parroco». Di qui la decisione di rivolgersi alla Congregazione per il Clero presso la Santa Sede che ha avviato le indagini. La vicenda è ora sulla scrivania di padre Luigi Ortaglio. «Ai giudici ho consegnato tutto: messaggi, biglietti… ogni prova. E vi assicuro che sono tante», racconta il marito tradito. Il parroco dal suo cante si dice tranquillo, nega la vicenda: «aspetto – dice – che la giustizia divina, e umana, faccia il suo corso: attendo il verdetto dalle mani di Dio. Adesso però vado perché sta per partire la processione».

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