SULLO SFONDO LE SCELTE DEL COMUNE DI NON AFFIDARE AI PRIVATI LA STRUTTURA, MA FINISCE TUTTO IN TRIBUNALE.UNA GUERRA TRA BANDE IN UN COMUNE DIVENTATO IL TEATRO DOVE VA DI SCENA SOLO LA VERGOGNA 

 

No Di Fiore no party. La guerra che Masssimo La Porta, Salvatore Coppola, Gerardo Santosuosso con l’avvallo del sindaco Adamo Coppola il quale fa la doppia faccia sempre, hanno fato a Sergio Di Fiore, il gestore del cine teatro Eduardo de Filippo, comincia ad avere i suoi effetti. Fiorella Mannoia, andrà a Paestum, Antonello Venditti, Gigi D’Alessio, il duo Biagio Izzo Stefano De Martino, Paolo Conticino e il premio oscar Nicola Piovani resteranno solo ‘oggetto dei desideri dei turisti e degli appassionati che li avrebbero ammirati nell’arena sotto le stelle che l’anno scorso in piena pandemia fu allestita grazie all’impegno di Sergio Di Fiore il quale investì di tasca sua senza ricevere nessun contributo dal comune o dalla regione. Una guerra spietata che Masssimo La Porta, Salvatore Coppola, Gerardo Santosuosso hanno fatto all’ormai ex gestore per emttere le mani sulla struttura e farci la campagna elettorale. Con un sindaco serio e capace tutto questo non si sarebbe verificato.

I FATTI

Lo scorso febbraio è scaduto il contratto per la gestione della struttura. Il Comune, per pressioni di Masssimo La Porta, Salvatore Coppola, Gerardo Santosuosso i quali ci vorrebbero “zapariare” per spettacoli di basso cabotaggio e per speculazione politica, ha scelto di non affidare nuovamente il cineteatro a privati ma di gestirlo autonomamente, magari tramite la società partecipata o una Fondazione. Naturalmente la complicità dell’ufficio preposto c’è tutta, e quale sarebbe l’area di riferimento? Il patrimonio, e chi lo gestisce, il nipote di Massimo La Porta Giuseppe la Porta, guarda un po’. Per questo motivo non hanno fatto il nuovo bando, sapevano che lo avrebbe vinto Di Fiore perché è l’unico in possesso di tutti i requisiti qualsiasi bando avrebbero fatto, lo stesso Di fiore ha chiesto una proroga per integrare l’anno perduto nei sei di contratto per il covid, cosa avvenuta in tutta Italia, ma anche questa richiesta gli è stata negata ragione per cui lo stesso Di Fiore ha fatto ricorso al tar e si aspetta la decisione del tribunale amministrativo regionale e nel frattempo rimane chiuso. L’arena sotto le stelle non ci sarà e gli ospiti di livello internazionale, alcuni dei quali, già avevano sottoscritto un pre contratto, andranno a Paestum, Castellabate e Palinuro. Per colpa di questa gentaglia che sta al comune Agropoli perde l’ennesima occasione.

L’AZIONE ANTI SOCIALE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

In questo schifo di amministrazione prevalgono solo gli interessi personali. Il sindaco è costretto a barcamenarsi non avendo ne lo spessore politico, né culturale, né avendo il carisma necessario per imporsi, e la città sta subendo un crollo verticale a tutti i livelli. E poi c’è l’aspetto sociale e umano della vicenda. Di Fiore e la sua famiglia hanno gestito il cine teatro con grande serietà, professionalità e correttezza ottenendo grandi successi nonostante un contratto proibitivo sottoscritto con l’ente comunale al momento della gara d’appalto. Sti politicanti non hanno tenuto conto nemmeno di questo e un personaggio come Santosuosso si è permesso anche di diffamare Di Fiore nella giunta municipale dopo che nel teatro (abbiamo prove e testimonianze) ha fatto il bello e il cattivo tempo facendo campagna elettorale attraverso spettacoli indegni. Vogliono gestire il teatro per la campagna elettorale e il sindaco sta permettendo tutto questo. Ma la magistratura quando mette mano a queste attività dubbie che si perpetuano ogni giorno al comune continuamente? Perchè sono legati così al potere? Quali sono gli interessi che muovono tale atteggiamento? E infine una tiratina di orecchie anche a Di Fiore. L’ex gestore ha permesso un’invasione di campo fuori da ogni regola alla politica, rimettendoci di tasca e ponendosi con molta genuflessione nei loro confronti. Questo è stato un errore perchè invece di ringraziarlo, come si vede, gli hanno fatto una guerra senza esclusione di colpi con l’avvallo di un sindaco considerato il peggiore della storia. Con un sindaco deciso e leader Massimo la Porta, Gerardo Santosuosso e Salvatore Coppola venivano presi per le orecchie e messi fuori dalle riunioni ma il sindaco non ha le palle, non ha i coglioni, non ha la stoffa per fare tutto questo. E tutti se ne approfittano. E Agropoli ormai è finito nel baratro. Il cine teatro per ora rimane chiuso, l’arena sotto le stelle non si farà, gli spettacoli non si faranno. Anzi gli spettacoli indecenti li stanno facendo sindaco, consiglieri e presidente del consiglio comunale. Sono spettacoli indegni ma sempre spettacoli sono. Ed è quello che merita la città per aver votato questa gente. Sergio Vessicchio

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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