ANNA E DIEGO STORIA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA
È una storia di dolore antico e mai elaborato quella che si cela dietro il tragico gesto di Diego Di Domenico, il 40enne che domenica ha ucciso la compagna Anna Tagliaferri, ferito gravemente la madre di lei e poi si è tolto la vita gettandosi nel vuoto.Un gesto estremo che riecheggia un trauma lontano quasi trent’anni: il padre di Diego si era suicidato nello stesso modo, lanciandosi dal balcone di casa. Un’ombra che ha accompagnato per tutta la vita il figlio, descritto da chi lo conosceva come una persona sensibile, riservata, ma profondamente fragile. Da tempo in cura per depressione, Diego portava dentro un peso che forse non era mai riuscito a scrollarsi di dosso.Professionista apprezzato nel mondo della ristorazione, sommelier con esperienze tra la Costiera Amalfitana e l’estero, da alcune settimane lavorava nella pasticceria di famiglia di Anna. Una routine apparentemente tranquilla, senza segnali evidenti di allarme, senza campanelli d’allarme che potessero far presagire l’epilogo. Anna e Diego si erano conosciuti tra i banchi di scuola, poi la vita li aveva separati e infine riuniti da adulti. Un legame che sembrava aver trovato una seconda possibilità, spezzato invece nel modo più violento e inatteso.Quel pomeriggio di sangue ha lasciato una comunità sconvolta, immersa nello sgomento e nel dolore per una tragedia maturata nel silenzio, tra ferite personali mai completamente rimarginate.
