20 Giugno 2024

Le tracce invisibili di virus e batteri sulle superfici «scovate» dalle luci speciali della polizia

Gli agenti patogeni nascosti immortalati grazie alle tecniche della Scientifica: «Le macchie della pandemia nei luoghi della quotidianità»di Stefano Landi, foto di Pietro Baroni e Marco Casino

La scena del «crimine»

La scena del «crimine»

Il rischio è che, vedendo queste foto, qualcuno cominci a camminare sulle punte. Non è la scena di un crimine, ma il progetto di due fotografi che volevano cercare di raccontare l’invisibile agli occhi. Quando vi dicono di igienizzare le mani si capisce cosa e quanto si può evitare.

La realtà in cui viviamo

La realtà in cui viviamo

«Un rischio che va oltre l’attuale emergenza e psicosi Covid: la realtà e le superfici in cui viviamo sono pieni di agenti patogeni. Dobbiamo riconsiderare gli standard di pulizia e asetticità», raccontano Pietro Baroni, 42 anni, milanese e Marco Casino, 34, napoletano, che hanno dato vita a Pandemic Stains .

Gli scatti durante il lockdown

Gli scatti durante il lockdown

Hanno iniziato a scattare di notte durante il lockdown di primavera, quando Milano era davvero deserta. Per farlo hanno comprato una luce multi spettro, la stessa in dotazione alla Polizia scientifica per le indagini. «Un macchinario ingombrante, da usare con cautela: ci è voluto un mese di preparazione e quasi dieci minuti a scattare ogni immagine».

I luoghi

I luoghi

Luoghi privati o pubblici. Case, ma anche telefoni, cuffie, mascherine, chiavi, banconote. Automobili o treni. La nostra vita lascia tracce biologiche ovunque.

Il progetto

Il progetto

Per continuare a far camminare il progetto, i due fotografi hanno lanciato una campagna di crowdfunding per raccogliere i circa 12 mila euro necessari per stampare un libro: «Non una colletta per autofinanziarci, ma un’occasione per discutere di questi temi. Qualche giorno fa abbiamo avviato anche un progetto con ragazzi di scuole medie e licei, appoggiandoci a testi preparati da alcuni infettivologi dell’ospedale Niguarda».

Un mondo invisibile

Un mondo invisibile

Una chiave diversa per parlare di pandemia. Senza voler terrorizzare nessuno, solo aumentare il livello di conoscenza. «Perché un mondo invisibile esiste anche nei luoghi più sicuri che abitiamo nel quotidiano. Non vedendolo non lo percepiamo, ma c’è».

Gli autori

Gli autori

Pietro Baroni, 42 anni, milanese, e Marco Casino, 34, napoletano, hanno dato vita al progetto fotografico «Pandemic Stains». Da marzo, durante il primo lockdown, scattano con una speciale luce multi spettro, quella in dotazione alla Polizia scientifica. L’obiettivo è dare luce all’invisibile, mostrando tutti gli agenti patogeni presenti anche nei luoghi più familiari Hanno scandagliato luoghi pubblici e privati per comunicare il lato più nascosto della quotidianità. E l’importanza di ogni genere di igienizzazione in particolare ai tempi di una pandemia. I due fotografi hanno lanciato una campagna di crowdfunding sul sito ideaginger.it, per produrre un libro
e divulgare il progetto.FONTE CORRIERE.IT

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