21 Giugno 2024

E’ STATA CELEBRATA LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: COSA STA CAMBIANDO

Su internet si moltiplicano le richieste di aiuto e di informazioni per arginare questo grave problema

Il 25 Novembre scorso si è celebrata giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Nell’ultimo anno le ricerche online che riguardano il 1522, che sarebbe il numero antiviolenza al quale possono rivolgersi le donne, sono aumentate del 127%. Il dato è stato fornito da Semrush, una piattaforma per la gestione della visibilità online, e rappresenta un dato da studiare per non far finire subito questa giornata che va celebrata ogni giorno, e non solo il 25 novembre.

Poiché celebrarla non è un rito, ma è una mobilitazione che induce molte donne a reagire. Sentire parlare di violenza le fa riflettere su quella che subiscono personalmente. Vedere che sul tema c’è attenzione le fa sentire meno isolate, le incoraggia ad uscire dalla condizione di impotenza e di condanna al sopruso in cui si sentono incarcerate. Infatti, a novembre, quando se ne è parlato, si è raggiunto il picco di ricerche sul tema. L’apice, però, è stato raggiunto a marzo mese durante il quale sono state registrate 1.300 ricerche. Significa che, durante quel periodo, ogni giorno quasi 42 persone nhanno cercato qualcuno che le aiutasse ad uscire dall’incubo. La media di ogni anno segnala 23 casi al giorno, 23 donne in cerca di aiuto. Si tratta della punta dell’iceberg rispetto a tutte quelle che ne avrebbero bisogno. Un altro dato davvero interessante, a proposito dell’utilità della ripetizione del messaggio anti-soprusi, riguarda le case-famiglia, che ospitano donne vittime di violenza ed i loro figli. Le ricerche su Internet che concernono queste strutture aumentano sensibilmente in concomitanza con le festività natalizie e subito dopo. Durante il periodo compreso tra novembre 2020 e febbraio 2021, ogni mese 910 persone hanno cercato informazioni in merito a ciò. L’avvocata Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia, non è sorpresa ed afferma che durante le feste si trascorre più tempo in famiglia e, per alcune donne, questo vuol dire vivere più tempo con un uomo violento ed opprimente, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico. Questo può accentuare il loro senso di esasperazione e spingerle, finalmente, ad allontanarsi. Negli ultimi anni, per fortuna, sono sempre più numerose le donne che scelgono di andarsene e di denunciare, anche grazie, alla cosiddetta legge Codice Rosso. Si tratta di una legge tutala le vittime agevolando ed accelerando i passaggi che consentono di allontanare il partner violento. In caso di matrimonio, possono essere velocizzate anche le pratiche di separazione.

Secondo l’analisi di Semrush, nell’ultimo questa legge è sta cercata su Internet in media 2,325 volte al mese, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, il numero più alto di ricerche si è registrato durante il mese di novembre con una cifra che aggira attorno alle 4.400 unità, a conferma dell’utilotà della ricorrenza della Giornata. Nei mesi successivi, compresi in un periodo che va da dicembre 2020 a giugno 2021, l’interesse è rimasto molto alto. Sono state effettuate 2.400 ricerche, circa 80 al giorno. C’è un ultimo dato incoraggiante perché molto concreto. Si registra un aumento del 156% anche in merito alle ricerche dei corsi di autodifesa femminile. E’ chiaro che il problema va affrontato a monte,cambiando la cultura dominante, e facendo un lavoro profondo di cambiamento su noi stesssi e sui nostri figli. Intanto, in attesa di tutto questo e dei risultati che ne deriveranno, le nostre figlie, madri, mogli devono essere in grado di reagire a malintenzionati, conosciuti o sconosciuti. Tutto ciò può salvare, anche semplicemente sorprendendo un energumeno sicuro di sé. Se non lo si può sopraffare, magari guadagna l’attimo necessario a scappare, a chiudersi il portone alle spalle, a fare una telefonata. Viva l’autodifesa e viva la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che incoraggia tante di loro a reagire. Guido Honorati Broggi

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