24 Maggio 2024

IN PRIMO PIANO, MARIELLA ANZIANO E LA SUA VOCAZIONE AL GIORNALISMO

Salernitana di nascita e romana di adozione, Mariella Anziano rappresenta il giornalismo vero.
Quel giornalismo di frontiera che nulla risparmia per amore e dovere della cronaca. Ha mosso i
suoi primi passi in una emittente salernitana. Si è sempre occupata di cronaca nera e giudiziaria.
Ha scritto, denunciando di numerosi processi di camorra e di collusioni tra le organizzazioni
criminali ed i colletti bianchi. Ha lavorato al quotidiano “Il Mattino”, redazione di Salerno,
occupandosi sempre di cronaca giudiziaria. È stato capo servizio, responsabile della giudiziaria, al
quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”. Nel 1999, arriva, per l’Anziano, il premio giornalistico
bandito dal comune di Acerno per un documentario sui monti Picentini. Ha condotto le varie
edizioni dei telegiornali di alcune televisioni locali. È stata autrice e conduttrice di un programma di
approfondimento, intitolato Storie, andato in onda su Telesalerno1. Per questa emittente,
memorabile fu l’intera notte di diretta, che Mariella Anziano ha condotto dai luoghi della frana di
Sarno (SA) nel 1998. Dal 1991 al 2000 è stata anche assistente alla cattedra di Storia Economica
della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Salerno. Nel 2004 entra in Rai nel 2004,
lavorando esclusivamente per la Testata Giornalistica Regionale. È stata redattore presso le sedi
RAI della Basilicata e della Toscana per poi stabilizzarsi definitivamente nel Lazio. Dal 2005 è
inviata per il TGR Lazio, ha condotto numerose dirette, tra cui quella della consegna della
cittadinanza onoraria di Roma a Papa Benedetto XVI e per la visita – nel 2009 – di Muammar
Gheddafi nella Capitale. Da settembre 2010 è anche uno dei volti di “Buongiorno Regione Lazio”.
Una personalità importante, che inorgoglisce Salerno e non solo. Una professionista che si nutre di
giornalismo. Non si sottrae alle domande che gli pongo. Ed è quando gli chiedo cosa rappresenti
per lei il giornalismo che i suoi occhi assumono una luce differente. “il giornalismo dovrebbe
rappresentare un racconto dei fatti” – dice- “: la cronaca di quello che accade. Senza
interpretazioni. E per me è ancora così. Con la curiosità che governa tutto. Perché bisogna essere
curiosi. Bisogna avere voglia di conoscere e interessarsi al prossimo. Purtroppo vedo alcuni
colleghi che si trasformano in depositari della verità. E non va bene. Non puoi censurare una
notizia perché non sei d’accordo. Sulla trasparenza credo che siamo ancora un giornalismo libero.
Forse qualche pressione ma poi si riesce sempre a trovare un compromesso per dare la notizia.”

La grandezza di questa donna risiede nel fatto che ricorda perfettamente da dove proviene e rimane legata al suo passato nelle piccole redazioni locali.

Da mamma Rai ho imparato tanto ma la dignità professionale, quella che spero di avere, l’ho appresa nei piccoli quotidiani di provincia dove i direttori fanno i salti mortali per portare avanti una testata giornalistica. È solo la loro grande passione che sostiene le redazioni, il più delle volte senza stipendio e senza neppure un rimborso. Dove la notizia, l’informazione puntuale, è e resta l’unica cosa importante. Ed io credo che questo imprinting me lo sia portato dietro come bagaglio professionale dappertutto, e anche in mamma Rai.
Le differenze stanno nei mezzi. È chiaro che testate più facoltose possono mettere in campo molte persone ed essere dappertutto per coprire fatti o eventi.
Agli inizi nelle piccole redazioni non avevamo neppure le agenzie di stampa, le foto o le immagini. Era sicuramente più laborioso. Erano costi che all’epoca (ti sto parlando di 30 anni fa) gli editori locali non potevano permettersi. Adesso credo che le condizioni di lavoro siano facilitate anche perché con l’introduzione di internet il recupero delle notizie è più facile.
In Rai sicuramente hai a disposizione più mezzi che ti facilitano nel tuo lavoro.”
 Pasquale Petrosino

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