16 Settembre 2026

LA BCC DI AQUARA VINCE UN IMPORTANTE CONTENZIOSO CON UN CORRENTISTA

GIUSTIZIA LENTA, MA GIUSTA

Ennesima vittoria per la Bcc di Aquara convenuta in giudizio, dinanzi al Tribunale di  Lagonegro, da un correntista che nel 2011 lamentava l’applicazione di interessi  anatocistici ed ultralegali, in violazione dell’art. 1283 codice civile, nonché spese e  commissioni non dovute. La causa è proseguita sino al secondo grado di giudizio. Il  Magistrato designato emette la Sentenza il 13 luglio 2020, in cui condanna il correntista  al pagamento in favore della Bcc di Aquara delle spese di giudizio sia del primo grado  che dell’appello, nonché delle spese della Consulenza Tecnica d’ufficio. 

Si ritorna sul tema della giustizia considerata sempre più lenta, che ha impiegato ben 9  anni per decidere quanto possa essere pretestuosa la domanda della ripetizione delle  somme da parte di clienti che essendo in momentanea difficoltà utilizzano tali espedienti  per guadagnare tempo, inconsapevoli che tali pretese infondate possano produrre  maggiori spese, sia per il giudizio in se, sia per le competenze maturate dall’avvocato  incaricato.  

Nonostante le lungaggini della giustizia, la Bcc di Aquara è sempre vittoriosa,  dimostrando la propria trasparenza e correttezza nei rapporti con i clienti. “Siamo  sempre disponibili” dichiara l’avv. Lippiello, Responsabile dell’Ufficio Legale, “Ci  risulta sempre molto difficile comprendere le motivazioni che spingono un  cliente a tali espedienti, considerate le ingenti spese a cui si va incontro, atteso  che l’Ufficio Legale è sempre aperto ad ogni transazione di comune  soddisfazione.  

Le somme che vengono utilizzate per  questi giudizi lunghi e costosi, potrebbero  bastare a consolidare un accordo, un  piano di rientro, una transazione che  metta il cliente nelle condizioni di pagare  agevolmente e contestualmente non  provochi perdite per la Banca. Ripeto  sempre ai nostri clienti, come a tutti  coloro che restano legati ad un’idea di  Banca così come viene troppo spesso  presentata da messaggi mediatici: i soldi  che prestiamo ai soci ed ai clienti, non  appartengono alle Banche, bensì ai  risparmiatori, che ci hanno scelti per  custodirli.  Questa è la ragione principe che ci farà  andare sempre fino in fondo nel recupero dei crediti. Restituire i prestiti è un fatto  etico, non solo verso la banca, ma anche e   soprattutto verso il prossimo”.

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