21 Giugno 2024

SALERNO, PRECARI ASL LA FIALS PREME PER LA STABILIZZAZIONE

 

Stabilizzazione dei precari dell’Asl Salerno. A chiederlo è Carlo Lopopolo, segretario provinciale della Fials Salerno, in una lettera ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale. “Come sindacato chiediamo chiarimenti in merito alla mancata sottoscrizione dei contratti di lavoro individuali a tempo indeterminato dei lavoratori che hanno raggiunto i requisiti di stabilizzazione, con i 18 mesi previsti dalla legge”, ha detto. “Va sottolineato che la delibera numero 1.404 del 07 dicembre 2022 dell’Asl, infatti, individuava gli operatori ammessi alla procedura di stabilizzazione e dichiarava tale provvedimento immediatamente esecutivo. Oltretutto, in un recente accordo sindacale del 21 dicembre scorso emerge dal verbale quanto segue: “sottoscrizione dei relativi contratti di lavoro individuali a tempo indeterminato entro e non oltre il 31 gennaio 2023”.  Quindi veniva definito un termine perentorio e definitivo che, purtroppo, difficilmente verrà rispettato”

Stabilizzazione dei precari all’Asl Salerno: il pressing della Fials provinciale

 

Per la Fials Salerno, dunque, questa modalità non fa altro che svilire l’egregio lavoro svolto dalla commissione esaminatrice che, in un lasso di tempo brevissimo ha dovuto esaminare tutte le istanze pervenute e, soprattutto, svilisce il rapporto fiduciario tra  la direzione dell’Asl ed i lavoratori stessi.

“Sono procedure di stabilizzazione che, va sottolineato, nelle altre Aziende avvengono in automatico o quasi. Come sindacato riteniamo che tali “ritardi” o “criticità burocratiche” non siano assolutamente tollerabili, considerato che si tratta di operatori sanitari che, alla pari degli altri, garantiscono il mantenimento del nostro Sistema sanitario nazionale”, ha continuato Lopopolo.

Per questo motivo, la Fials Salerno chiede l’immediata pubblicazione della delibera con le integrazioni degli operatori erroneamente non presenti e la conseguente convocazione per la sottoscrizione dei contratti, al fine di giungere ad un bene più grande: preservare i diritti dei lavoratori e tutelare i livelli essenziali di assistenza della comunità.

“In caso di mancata risoluzione della problematica, entro il 2 febbraio, il sindacato procederà ad indire lo stato di agitazione”, ha concluso il segretario provinciale della Fials.

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