15 Luglio 2026

SANTOMAURO, CONDANNA “MINIMA” DOPO 13 ANNI DI PROCESSO: ASSOLTO DALLA MAGGIOR PARTE DELLE ACCUSE

Si conclude con un drastico ridimensionamento delle accuse il lungo iter giudiziario che ha visto protagonista Giovanni Santomauro, ex sindaco di Battipaglia. Dopo che la Procura aveva chiesto otto anni di reclusione, i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno hanno emesso una condanna a due anni di reclusione, con pena sospesa, per un singolo episodio di corruzione. Santomauro è stato assolto da tutte le altre contestazioni, comprese le accuse più gravi che avevano segnato l’avvio dell’inchiesta nel 2013, tra cui presunte concussioni sessuali, abuso d’ufficio e il presunto coinvolgimento con il metodo mafioso che all’epoca aveva portato allo scioglimento del consiglio comunale. Secondo la ricostruzione accolta solo parzialmente dai giudici Deograzia, Bosone e Caiazza, l’ex sindaco avrebbe esercitato pressioni su un capocantiere per favorire l’assunzione di un operaio. Proprio per questo singolo episodio, definito “residuale” dalla difesa, è scattata la condanna. Cade invece completamente l’impianto accusatorio che ipotizzava un sistema sistematico di tangenti e favori sessuali in cambio di appalti pubblici. Assolti anche i tecnici comunali Giovanni Argento e Francesco Mainolfi e gli imprenditori Nicola Madonna e Attilio Guida, inizialmente ritenuti vicini al clan dei Casalesi. L’avvocato Cecchino Cacciatore ha espresso grande soddisfazione per l’esito del processo, sottolineando come la sentenza abbia di fatto smantellato tredici anni di ombre sulla figura dell’ex sindaco. Il legale ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello anche per l’unica condanna, con l’obiettivo di ottenere l’assoluzione totale. “Santomauro si libera da un incubo durato quasi 13 anni”, ha dichiarato la difesa, evidenziando la caduta delle accuse riguardanti turbative d’asta e presunti legami con la criminalità organizzata nella gestione dei lavori pubblici, dalla casa comunale alla sicurezza stradale. La città di Battipaglia osserva così la fine di una vicenda che ha segnato profondamente la sua storia politica recente, con lunghi periodi di commissariamento. Nonostante la condanna “minore”, la sentenza restituisce un quadro radicalmente diverso da quello ipotizzato all’inizio delle indagini, chiudendo una delle pagine più complesse della cronaca giudiziaria locale.

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