25 Febbraio 2024

ACCIAROLI, NOVE AVVISI DI GARANZIA PER L’UCCISIONE DI VASSALLO COINVOLTO ANCHE IL COLONNELLO DEI CARABINIERI CAGNAZZO

Angelo Vassallo e il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo

Se non si ad una svolta poco ci manca. Nove avvisi di garanzia tra i quali i protagonisti del servizio delle Iene vicinissime alla verità . Probabilmente sono state proprio le inchieste della nota trasmissione di Mediaset ad aprire ulteriormente.

Omicidio e associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga: sono i reati su cui indagano i carabinieri del Ros di Roma e quelli di Salerno che stanno eseguendo un decreto di perquisizione nei confronti di nove indagati a vario titolo coinvolti nell’uccisione di Angelo Vassallo, il primo cittadino di Pollica, nel Salernitano.

Il “sindaco pescatore” che non si era piegato alla camorra. L’ipotesi investigativa è che Vassallo sia stato ucciso perchè voleva svelare un traffico di droga che gravitava attorno al porto turistico di Acciaroli di cui era venuto a conoscenza.
    Angelo Vassallo venne ucciso a colpi di arma da fuoco la notte del 5 settembre 2010, ad Acciaroli, una frazione di Pollica, mentre rincasava a bordo della sua auto.
    Le nuove indagini, spiega il procuratore della Repubblica di Salerno Giuseppe Borrelli, riguardano anche “lo svolgimento e le reali finalità” di una serie di attività investigative messe in atto subito dopo il delitto, e senza delega da parte della competente Procura salernitana, “che ebbero quale effetto quello di indirizzare le investigazioni nei confronti di soggetti risultati poi del tutto estranei all’omicidio”.
    D’altro canto, aggiunge Borrelli, il decreto di perquisizione si basa su “una parte degli elementi raccolti in più di un decennio di attività investigative svolte dalla procura di Salerno fin dall’indomani del delitto. Indagini che hanno beneficiato, peraltro, di un proficuo collegamento investigativo con la Direzione distrettuale antimafia di Napoli”. Un collegamento che ha consentito di utilizzare i risultati di attività tecniche svolte dalla Dda napoletana nell’ambito di altre inchieste.
    Il procuratore della Repubblica di Salerno precisa che le ultime ipotesi investigative sono “suscettibili di ulteriore verifica nel corso del procedimento, anche alla luce delle complessive acquisizioni probatorie, tuttora coperte da segreto investigativo”

Potrebbero essere a una svolta dopo 12 anni le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso la notte del 5 settembre 2010, ad Acciaroli, una frazione di Pollica, mentre rincasava a bordo della sua auto. Questa mattina i carabinieri del Ros hanno infatti eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli. Tra gli indagati c’è il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, che all’epoca dell’omicidio trascorreva le vacanze a Pollica ed ebbe una breve relazione con la figlia di Vassallo, Giusy. Perquisita la sua abitazione a Frosinone, dove ora vive. Nove persone sono indagate a vario titolo, come si legge in una nota a firma dello stesso procuratore. I reati ipotizzati sono omicidio e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Trova conferma dunque l’ipotesi che si era fatta strada fin da subito: Vassallo fu assassinato perché si opponeva allo spaccio di droga nel suo Comune.

Si indaga anche sui depistaggi

Le indagini, si legge ancora nella nota, vertono anche sui clamorosi depistaggi che per tutto questo tempo hanno impedito di fare luce sul delitto. In passato era stato iscritto nel registro degli indagati il brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi, per molti anni in servizio al nucleo investigativo di Castello di Cisterna e arrestato poi per traffico di droga, che è tra le persone che sono state perquisite. Era stato stretto collaboratore di Cagnazzo.

La collaborazione con la Dda di Napoli

Il decreto di perquisizione, ha spiegato Borrelli, si basa su «una parte degli elementi raccolti in più di un decennio di attività investigative svolte dalla procura di Salerno fin dall’indomani del delitto. Indagini che hanno beneficiato, peraltro, di un proficuo collegamento investigativo con la Direzione distrettuale antimafia di Napoli». Un collegamento che ha consentito di utilizzare i risultati di attività tecniche svolte dalla Dda napoletana nell’ambito di altre inchieste.

Il brigadiere genero del boss

Tra le persone indagate e perquisite figura anche l’imprenditore Giuseppe Cipriano, imprenditore che ha gestito il cinema di Pollica e già interrogato in passato. Il colonnello Fabio Cagnazzo e il brigadiere Lazzaro Cioffi hanno lavorato assieme per molti anni quando l’ufficiale comandava il nucleo operativo del gruppo di Castello di Cisterna. Un ufficio delicato, cuore delle più importanti indagini sulla criminalità organizzata e non: eppure della squadra faceva parte Cioffi, il cui suocero, Domenico D’Albenzio, referente del clan Belforte per il territorio di Maddaloni, ha scontato 23 anni di carcere per omicidio aggravato dalle finalità mafiose. Cioffi, che nel 2006 aveva avuto un encomio solenne per aver contribuito all’arresto di 19 spacciatori tra Caivano, Acerra, Casalnuovo e Carinaro, era stato arrestato nell’aprile del 2018 per traffico di stupefacenti aggravato dalle finalità mafiose: secondo l’accusa aveva un ruolo importante nel sodalizio guidato da Pasquale Fucito, personaggio che ha una posizione dominante nella vendita di cocaina (guardacaso) a Caivano e in altri centri della provincia di Napoli.

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