5 Marzo 2024

AMALFI, TURISTA TEDESCA INSIDIATA DA UN SENEGALLESE LAVAPIATTI

Una 23enne turista tedesca ha denunciato un caso di violenza sessuale subita all’interno di un bar di Amalfi.

Una turista straniera ha denunciato di aver subito una violenza sessuale ad Amalfi. I fatti sarebbero accaduti nella tarda serata di lunedì scorso. Stando ad alcune testimonianze, la 23enne di nazionalità tedesca, che con un’amica era all’ultimo giorno della sua vacanza in costiera amalfitana, si trovava a bere all’interno di un bar della piazza Duomo di Amalfi. Nel momento in cui si è recata alla toilette, avrebbe incontrato un uomo, un senegalese sulla quarantina, che in quel locale lavora come lavapiatti, il quale si sarebbe avvicinato per baciarla. La ragazza lo avrebbe subito respinto e lesta a divincolarsi per tornare al piano superiore dall’amica. All’uscita dal locale, in piazza, c’era nuovamente quell’uomo che l’aveva importunata poco prima.

Quanto accaduto in quel frangente è anche documentato da un video amatoriale di soli 9 secondi registrato dallo smartphone dell’amica di lei (che in quel momento ha deciso di filmare anziché intervenire) in cui si vede la ragazza tedesca, forse in stato confusionale, che viene strattonata e bloccata ai polsi tentando invano di liberarsi delle grinfie dell’uomo, mentre un altro ragazzo le si avvicina con scioltezza. Non si conoscono altri dettagli, soltanto che alle 5 del giorno successivo la 23enne di Bonn si è recata presso la caserma dei carabinieri di Via Casamare allo scopo di sporgere denuncia per violenza sessuale nei confronti di una persona “non meglio identificata”. Nominato il legale di fiducia che ha accettato l’elezione di domicilio della ragazza presso il suo studio legale di Salerno, come da prassi per i cittadini stranieri. Le indagini sono affidate ai militari diretti dal capitano Alessandro Bonsignore che, grazie alla consulenza di un traduttore, hanno raccolto la querela della ragazza in vacanza presso una struttura extralberghiera di Conca dei Marini. Acquisita anche la videoregistrazione, il verbale è stato trasmesso alla competente autorità giudiziaria per le necessarie valutazioni.

La ragazza non ha dovuto fare ricorso a cure sanitarie dopo i presunti abusi. La persona accusata, identificata dai carabinieri, senegalese, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro, vive stabilmente da anni in costiera amalfitana con moglie e figli ed è conosciuta per la sua condotta regolare.

Anche per gli inquirenti, chiamati a far luce sul caso, la dinamica resta poco chiara. Al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del locale e quelle attive nella piazza di Amalfi.

Con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni.

Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto o traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.Anche una pacca sul fondo schiena è considerata un abuso sessuale. Lo scorso anno, il 15 agosto, a Minori una giovane turista inglese di vent’anni aveva denunciato abusi sessuali. Stando alle dichiarazioni rese ai carabinieri , quella sera lei e l’amica con la quale era in vacanza in Costiera avevano conosciuto un ragazzo di 27 anni di origini gambiane, residente a Minori. Con lui avevano trascorso la serata ai tavoli di un bar del centro tra un drink e l’altro. Era stato lo stesso ragazzo a offrirsi di ospitarle per la notte a casa sua, con le ragazze che avevano accettato, condividendo con lui la stanza da letto. Il giorno seguente la denuncia ai Carabinieri e il successivo esame medico per l’accertamento di quanto dichiarato dalla giovane, accompagnata in ambulanza all’ospedale di Salerno. Dai medici del “Ruggi d’Aragona” esito negativo: non si era riscontrato, infatti, alcun segno di violenza sessuale. Il caso è ancora alle fasi d’indagine. FONTE IL QUOTIDIANO DELLA COSTIERA

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