Silvia Pisapia sindaco del partito democratico di Casalvelino è finita nei guai giudiziari. Con lei altre 14 persone. Sono diversi i reati che vengono contestati al sindaco alla sua seconda legislatura ma già vice sindaco nelle amministrazione Giordano, attuale vice sindaco e finito anche lui nell’inchiesta e quindi nel registro degli indagati. Silvia Pisapia (nella foto), è stata destinataria di un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale del divieto di dimora nel comune cilentano.

IL PROVVEDIMENTO

Il provvedimento è stato emesso dal gip Sergio Marotta del Tribunale ordinario di Vallo della Lucania al termine di una lunga e complessa attività di indagine svolta dall’Arma dei carabinieri, sotto la direzione della Procura vallese, guidata dal procuratore capo Antonio Ricci e dal sostituto Vincenzo Palumbo, che ha consentito di appurare come la Pisapia, andando al di là dei compiti istituzionali connessi alla sua carica, si sia inserita in provvedimenti non di sua competenza, gestendoli a proprio piacimento. Una macchina burocratica malsana, guidata e strumentalizzata con astuzia, come emerge dalle indagini condotte totalmente dall’allora cap. Mennato Malgieri (è la terza Amministrazione comunale finita nel mirino della Compagnia vallese all’epoca da lui diretta dopo quelle di Camerota e San Mauro Cilento), attraverso legami con collaboratori e titolari di cooperative aggiudicatrici di appalti pubblici che viene finalmente smascherata, partendo da alcune segnalazioni relative a presunte illegittimità intercorse nella procedura amministrativa relativa alla realizzazione dell’Area Piano Insediamento Produttivo in località Vallo Scalo.

I REATI CONTESTATI

Diversi i reati contestati: corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, falsità ideologica, posti in essere allo scopo di acquisire, in modo diretto o indiretto, il controllo di concessioni, autorizzazioni, appalti e pubblici servizi e, quindi, a realizzare profitti ingiusti attraverso la sistematica e illegittima attribuzione degli appalti a imprenditori “amici” in cambio di un consolidamento del potere politico attraverso l’attribuzione ai “clientes” di posti di lavoro. Una logica di reciproca e mutua assistenza quella posta in essere, con un solo, inequivocabile, fine ossia quello di affidare illecitamente i servizi comunali inerenti la portualità, la manutenzione, la raccolta dei rifiuti, la refezione scolastica – quelli essenziali, è chiaro – nonché di accaparrarsi illegittimi permessi di costruire in zone particolarmente appetibili dal punto di vista edilizio.

GLI INDAGATI

Sono 14 gli indagati nell’inchiesta.  Tra di essi figurano anche l’ex sindaco ed attuale vicesindaco, Domenico Giordano; l’ex presidente del Consac, Luigi Rispoli, e il responsabile della polizia municipale, Giuseppe Schiavo. L’indagie è stata espletata, dal 2015 al 2018, dai carabinieri della Stazione di Acquavella, diretti dal m.llo Domenico Castiello, con il coordinamento del cap. Mennato Malgieri, all’epoca dei fatti comandante della Compagnia di Vallo della Lucania. Nel mirino anche una concessione edilizia illegittima per la casa del marito della sindaca in zona agricola ed un presunto raggiro, ai danni della Regione Campania, per l’ottenimento di finanziamenti perl’area Pip a Vallo Scalo.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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